Preso da impulso, incominciai a scrivere su Splinder pensando di sfogare le mie frustrazioni e urlare le mie gioie: un diario come un altro, insomma; ma più strafigo perché online. La mia vita da equilibrista sentimentale m'impedisce di discutere apertamente delle mie frequentazioni. La gente parla; quindi, oltre che me stesso, devo proteggere soprattutto le persone che mi fanno star bene: si sa che un uomo che si dà da fare è un viveur, mentre una donna che si dà da fare è una mignotta. All'inizio, quindi, il mio scrivere era una semplice valvola di sfogo per un naturale e quasi universale bisogno di parlare di sé e dei propri sentimenti.
Con il passar del tempo e dopo una lunga chiusura, pur toccando occasionalmente altri argomenti ricorrenti ma tangenziali, uomini-e-donne si è trasformato nel mio personale sguardo, maschile e disincantato, su desideri, sogni e realtà, difficoltà ideali e pratiche, differenze; insomma: sulle donne, queste sconosciute. Conosciamole meglio. Una conoscenza profonda, reale, mistica, sacra. Biblica, addirittura.
Breve
Mi piacciono le donne. Non mi piacciono tutte, ma quelle che mi piacciono mi piacciono molto. Ognuna è diversa e unica, ma tutte mi crocifiggerebbero se sapessero delle altre. Non riesco a sentirmi in colpa. Dovrei?
Psicanalitico-confessionale
Il pluralismo sentimentale compulsivo denominato equilibrismo, se esercitato con responsabilità e consapevolezza, induce alla reticenza sentimental-sessuale. Tale atteggiamento ha effetti psicodisgreganti sul soggetto che, non trovando nel proprio vissuto sufficienti occasioni di sincerità, si rivolge a realtà virtuali per vuotare il sacco. Ebbene sì: tenere questo mio blog è un atto catartico.
Limerick
A young gentleman named Juan
in each ugly duck saw a swan.
There's trouble, he said,
in trying to get laid,
or just finding girls to cheat on.
Haiku
æ·‹ã—ãã¦
心ãŒå‹•ã
çŒ«ãŒæ»ã¬
Solo, ghiacciato
tepore brama il cuore.
Muore un gattino.
(L'oscuro riferimento al gattino morente ha a che vedere con la crudele realtà immortalata in una triste poesia.)
Catalogo
Il blog non è esattamente monotematico: ci sono ritratti di donne che hanno lasciato il segno, così come discussioni anche veementi sui motivi biologici delle differenze comportamentali maschio-femmina. C'è spazio per l'amicizia, la musica, i libri, i gatti, il buon cibo, il buon vino, il giappone. Ci sono rimacce sgangherate in tre o più lingue; ogni tanto perfino qualche haiku. E purtroppo ci sono troppe strnz che la promettono e poi non la danno.
Ormai si cataloga tutto.
E tutti.
Di certe cose però si parla sempre poco.
Almeno che io sappia.
Se ne sapete di più eruditemi pure!
Io ne parlerò qui...
Di cosa?
Di quel posto lì:
bagno, water-closed, cesso, gabinetto, toilette, posticino...
quello in fondo a destra
o a sinistra
sotto alle scale...
fondamentale
ma fondamentalmente dimenticato!
"Scappa" poi il momento che diventa importante...allora meglio sapere dove trovare i migliori e i peggiori, un buon luogo secondo me è anche, forse soprattutto, il suo gabinetto!
Ho deciso di scrivere un BLOG dedicato ai miei studenti, per parlare di lettura e letteratura, di vita e di vita narrata, per nuotare insieme sulle pagine dei romanzi e dei quotidiani. Per capire un po' meglio la scrittura e la vita che si nasconde dietro di essa. Per imparare insieme a loro il rispetto per la parola scritta e per chi della penna ha fatto un'arma contro l'ingiustizia.
Io, me e Hodgkin: cronoca semiseria di una battaglia contro il cancro. Un blog per me, per sfogarmi, per tenere un diario della mia malattia, per lamentarmi, per sdrammatizzare. Un blog per i miei amici sparsi per il mondo, per tenerli informati, per rassicurarli, per sentire il loro sostegno. Un blog per chi è affetto dalla mia stessa patologia, per scambiarsi consigli, per sostenersi a vicenda, per dimostrare che la vita continua.
Perche' si apre un blog? Credo per i motivi piu' diversi... solo che una cosa è il motivo che ti spinge ad aprirlo, altra è quello che poi avviene in corso di scrittura. Ho aperto valemillecolori soprattutto per farmi conoscere come pittrice, per proporre le mie opere e ricevere pareri da persone sconosciute che non avevano alcun interesse a farmi complimenti di circostanza, ma quasi da subito mi sono accorta che quelle pagine virtuali stavano diventando qualcosa in più. Una specie di bacheca appesa sul muro del mondo, ecco come mi piace immaginare il mio blog. Uno spazio, a metà tra reale e ideale, dove appendere i miei post-it più diversi a seconda dell'umore della giornata o di quello che ho voglia di comunicare. Libri su cui scambiare opinioni, stati d'animo o semplici citazioni, giornate particolari, ricordi; scrivo le mie idee e le appendo lì, che anche se a volte sembrano inutili so che a qualcuno serviranno... magari solo a me, ed e' gia' stupendo.
A che cosa serve pensare e meditare per una vita intera, se poi non comunichiamo i pensieri agli altri? A che cosa serve commettere enormi quantità di errori, se poi non li riutilizziamo per non ripeterli e per trarne un insegnamento?
In passato ho scritto molto in diari di carta e penna. Adesso c’è il blog: uno strumento ideale per aprire il diario ad una più ampia comunicazione con il mondo. Mi è sempre molto piaciuto comunicare con la gente e la gente mi interessa. Mi interessa il confronto con altre vite e altri pensieri. Mi piacerebbe molto essere utile: visto che non ho forse mezzi che sappia usare meglio delle parole, vorrei essere utile con qualche parola che non sia vuota. Non scrivo spessissimo proprio per questo: cerco di evitare le chiacchiere transitorie e superflue, esprimendo pensieri e raccontando fatti che possano comunicare qualcosa di costruttivo. Rifletto sull’esistenza a partire dalla vita quotidiana e scrivo in genere dopo aver meditato per un po’. Sempre sperando di non essere troppo egocentrica.
Il mio blog nasce da una esigenza semplicissima: ricordare che la cultura esiste e che spesso, pur avendola sotto il naso, facciamo finta di non vederla. Spesso la storia, le arti, la letteratura ci tramandano storie "minime" di ogni genere che dovrebbero costituire per noi un modello, un exemplum, eppure nel mondo di oggi questi racconti tendono a precipitare nell'oblio per la maggior parte delle persone. I sopravvissuti a questo massacro del mito artistico sono tutti coloro che sono dotati di un buon senso storico-letterario-artistico; io mi ritengo di far parte di questo gruppetto e come blogger mi sento in dovere di riscattare argomenti che molti ritengono "noiosi" per il fatto di averli studiati sui libri di scuola, dando loro un nuovo look, grazie alla grafica e all'ipertesto. La mia è insomma una sfida alle banalizzazioni commerciali e ai professori ammuffiti allo stesso tempo.
Perdonate l'immodestia e al fin della licenza, io tocco!
Martina ^_^
Tutto è nato da una canzone, da un titolo in inglese che mi ha fatto scattare la molla. "The Poet And The Pendulum". Ho steso un racconto quasi immediatamente: un poeta giovane alle prese con un suo scritto, un pendolo che imperterrito rintocca il suo tempo nella stanza illuminata solo dal fascio di una candela quasi spenta. È notte, il poeta si addormenta e i personaggi prendono vita in un luogo senza tempo senza spazio, ricco di colori e suoni lontani. Ecco questo è il mio blog. Un luogo senza spazio ne tempo. Una lieve luce di candela che illumina questi tempi bui. Un luogo dove la fantasia e la creatività degli esseri umani prendono vita cercando di aggiornare, interessare, incuriosire e divertire chi si imbatte tra queste pagine telematiche. Questo è "Luce nella Tenebra" un luogo d'incontro di persone che si perdono nella bellezza della natura e dell’'arte, persone che vogliono scappare da un mondo di tenebra. Persone che fino a poco tempo fa navigavano per la rete solo per ozio, solo per spendere il proprio tempo prima del rientro a casa, o della cena, ora dedicano dieci minuti al giorno a scrivere articoli d'interesse culturale, artistico, cinematografico pur non essendo critici o esperti. Sono scritti genuini, da persone che hanno passione e voglia di interagire e mettersi in contatto con altri. Il blog mi ha cambiato la vita? Forse cambiata no, ma migliorata sicuramente e spero che con il passare del tempo vada ad illuminare le vite di altri giovani come me. Perché il mondo è pura bellezza dell'arte.
Io ho iniziato a scrivere un Blog perché mi giravano i coglioni. Ero sopraffatta dal giramento di coglioni. Ho scoperto che il Blog aiuta, molto. Aiuta anche a capire che a volte i motivi per cui girano i coglioni non sono nemmeno dei motivi seri. A volte, invece, quando seri lo sono, aiuta a sentirsi meno soli e ad imparare. Perché, come ho scritto nel Blog, é dalle Storie che si impara a vivere.
Come mai aprire un blog?
I motivi possono essere molteplici, ma quello principale, secondo me, è sempre uno: Esprimere ciò che si prova, e cercare di farlo provare a chi legge i nostri articoli. Molte volte mi sono chiesto: "Ma cosa spinge così tante persone a mettersi a nudo su di un pagina web?" e non trovavo una risposta plausibile, per quanto mi scervellassi. Avevo pensato che fosse solo la foga di prendersi un pezzo di internet tutto per sé, un po' come coltivare il proprio giardino e dire: "Io sono su Internet!", ma mi sono dovuto smentire da solo. Un blog non è una semplice pagina internet, non una fredda serie di codici più o meno sensati, non un'accozzaglia di immagini e video messi un po' alla rinfusa. No. Il blog è te stesso. Il blog è quello che senti, quello che sei, quello che sei stato e quello che vorresti essere. Il blog è quell'emozione che hai provato, così forte da spingerti a volerla condividere con il maggior numero di persone possibile, perché anche loro provino qualcosa, perché anche loro sentano il brivido che hai percepito tu. Alle volte non ci si riesce a trasmettere tutto questo, ma non ha importanza, la prossima volta faremo meglio. Siamo investiti da tante di quelle emozioni ogni giorno che nemmeno ci rendiamo conto di provarle, allora perché non prenderne una piccola parte, impacchettarla, e regalarla a qualcun'altro?
Un abbraccio
V.
Amo raccontare di me... Questo blog "sieropositiva" è un raccolta del virus. Un collage di pensieri, parole, informazioni, campagne, idee, più che di fatti. Non sempre riesci a starci dietro e a capirli fino in fondo. Ognuno affronta la sieropositività come sa e come può.
Appena risulti sieropositivo ti viene una gran voglia di sapere tutto e subito... ecco io ce la sto mettendo tutta. Sto raccogliendo piu' informazioni possibili.
Siamo nel secondo millennio e i modi per comunicare sono decisamente cambiati, un tempo esistevano soltanto le lettere per mantenere in contatto due persone, oppure i telegramma. Al giorno d'oggi invece ci sono gli sms e soprattutto c'è internet: chat, msn, blog; ecco i blog possiamo dire che sono il nuovo metodo di comunicazione, magari non è un metodo di comunicazione diretto ma in ogni modo attraverso di loro si comunica lo stesso. Tramite i blog una persona può comunicare il suo stato d'animo, i suoi pensieri, i suoi punti di vista in relazione agli argomenti più disparati, i suoi sogni, gli obbiettivi che prima o poi vorrebbe raggiungere, insomma può parlare di tutto. E' da poco che io ho aperto un blog, ho deciso di farlo perché principalmente adoro scrivere e mi piace soffermarmi e riflettere sui tanti argomenti che in quel momento mi vengono in mente, e poi scrivendo mi sembra che mi allontano un po’ dalla realtà, che entro in un mondo parallelo in cui può entrare soltanto chi ha il coraggio di sognare e chi riesce a credere nell'impossibile, chi vive ancora nella speranza che prima o poi qualcosa possa cambiare e che questo mondo torni com'era una volta, con un minimo di principi e un pizzico di ideali, ormai è tutto andato perso, e sarà quasi impossibile credere che qualcosa torni come prima; ma io non smetto di sperare, non smetterò mai, d'altronde la speranza è sempre l'ultima a morire. Ormai grazie a internet e ai cellulari i rapporti umani sono pari a zero, la comunicazione tra due persone avviene solo e soltanto con una barriera davanti, in questo caso uno schermo che sia il cellulare o il computer. Non so se tutto questo è un bene o un male, ma a parer mio è solo e soltanto un male, anche le relazioni tra un uomo e una donna ormai nascono quasi sempre virtualmente, a volte queste "storie" sono soltanto una fervida illusione, un rapporto platonico possiamo dire, fatto solo di effusioni virtuali e immaginarie; cosa può trarne una persona da tutto questo? Nulla, proprio nulla, perché poi si rende conto di essere soltanto ancora più solo. Lo so, sono andata sicuramente fuori tema, questo è uno dei miei principali difetti: parto da un argomento e arrivo fino ad un altro totalmente opposto da quello iniziale. Allora tornando al principio, il blog è un buon modo per farsi conoscere, per comunicare, quasi il migliore, puoi raccontare di te senza doverti vergognare di nulla e senza aver paura delle critiche che i tuoi pensieri potrebbero suscitare. Io lo uso per conoscere, per me stessa, per scoprire i miei lati nascosti che nemmeno io conosco, per aiutarmi ad andare avanti in questa vita che più i giorni passano e più diventa complicata. Allora verso sera ritaglio il mio angolino e scrivo, scrivo tutto quello che mi viene in mente, e dopo mi sento più libera, come sfogata, è come un attimo di immensa solitudine in una piazza gremita di gente.
Perché scrivere un blog? I motivi sono molteplici e diversi fra loro, ma il motivo che ha spinto me ad iniziare questa avventura è molto chiaro...
Tanti blog hanno un livello di utilità per chi li legge altissimo, molti altri, attraverso le loro pagine, ti portano nella vita, nelle esperienze e nei ricordi di chi quel blog lo sta scrivendo. Per me invece il blog è pura evasione, in primis mia, ma con l'ambizioso obbiettivo di portar un po’ di questa evasione anche verso chi legge.
Non faccio salti mortali attraverso i meandri della letteratura, non elargisco consigli in alcun modo né mi permetto di giudicare chi, come me, ha scelto la via del blog per farsi conoscere. Ciò che ho l'ambizione di fare è solo quella di regalare il più possibile a chi legge quella cosa che spesso troppo spesso ci dimentichiamo che esiste... UNA SANA E CORROBORANTE RISATA.
Mi limito a mettere a nudo la vita di ognuno di noi, descriverne i tratti e con tanta e forse spesso troppo ironia a evidenziarne il lato ironico e divertente che, credetemi, esiste davvero in ogni cosa.
Ecco perché ho scelto il blog: solo ed esclusivamente per regalare ciò, UNA BUONA RISATA, nella speranza di rallegrare, non dico le giornate, ma anche gli istanti di chi sta leggendo.
È così inutile ammettere che non lo sia. Scrivere un blog è perché vuoi che qualcuno ti legga, commenti, condivida una parte di te; che poi sia vera, fasulla o inventata, nessuno può giudicarlo.
Per me, qui da una manciata di giorni, sarà un archivio di ricordi pensieri attimi illusioni sogni desideri e libri. Una parte di me, il tutto o il niente, a seconda dei giorni, dei su e dei giù quotidiani. È uscirmene nel mondo con le parole, è conoscere, sapere e far sapere, è l'essere come ho voglia di essere, senza nessuno che chieda il contrario. Ed è, adesso, soltanto un inizio. Spero di ritrovarmi qui fra un po' di tempo, a raccontare che cosa porterà.
Perché si blogga? Per me è una questione di "mancanza di comunicabilità". Sì, oggi non si comunica più, non ci si racconta più. Qui lo puoi fare senza che ti dicano che vuoi farti compatire, che non hai le palle ecc.
Il mio blog nasce dalla voglia di farmi conoscere, far conoscere il mio lato più bello, quello interno che è molto difficile da portare fuori; far conoscere come può essere una donna dentro, che ha mille mondi in sé, che non è facile da capire, che è un universo tutto suo, che a volte viene delusa da una parola e a volte tocca il cielo per un semplice commento. Il mio blog parla di me, dei miei sogni, che non sono grandissimi e irraggiungibili, ma sono difficili per chi cerca di tarparti le ali, con illusioni.
Grazie per avermi dato questo spazio per me e i miei sogni.
Marina