In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


Raccontaci anche tu come il blog ha cambiato la tua vita, inviando un post e una foto alla redazione di Splinder :-)

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si ha sempre qualcosa da dire, e nel blog lo dici
venerdì, marzo 31, 2006

Il mio blog: http://lacasadilapo.splinder.com

e va bene. mi racconto anch'io. da dove comincio? ah, sì, dal blog. ne avevo sentito parlare su radio tre. vado su google e ci scrivo blog. esce un pandemonio. restringo. italia. trovo giadim. bello. trovo chinaski77. bello. lo voglio anch'io. l'ultimo è su splinder. dice "fatti un blog in cinque minuti". lo faccio (io col mac ne impiego di più, ma è colpa mia). fatto. era il marzo del duemila quattro. avevo quarantasette anni. ci ho messo dentro uno scritto vecchio. non mi piacque. si dovrebbe avere un progetto editoriale. a che serve un'auto se non viaggi mai? decido che ci metto dentro quel che mi passa in mente. mentre lavoro mi scappa un pensiero. scrivo e posto. e avanti così, da allora. ci vomito tutto. pensieri strani, commenti alle cose che mi succedono. ricordi anche, che così non me li scordo più. sono arrivato a forme di sputtanamento estreme, almeno per me. non dico che è un modo originale di usarlo. dico che è comodo. come le foto. ti rivedi. e grossomodo capisci. almeno a me fa così. forse fanno così milioni di blogger, lo faccio anch'io. senza capire il blog però. non sono un sociologo.

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nelle rubriche: scrittura



La risposta è una: vanità

Il mio blog: http://mianonnaincarriola.splinder.com

A "Galassia Gutenberg" di Napoli, due anni orsono, vi fu una sezione dedicata ai blog. C'erano i massimi blogger e si discusse di ONTOLOGIA BLOGGICA, insomma quei quesiti che avvelenano l'esistenza e portano in genere, a cagione di furibondi litigi, a rovinare irrimediabilmente amicizie di anni: il chi siamo?, il da dove veniamo? ed il dove andiamo?
Volli dire anche la mia e come è nello stile del mio blog, diedi una chiave di lettura cialtrona. Questo fu il mio intervento e senza che me ne accorgessi fui ripreso dalle telecamere di RAI 3 educational. Ho ancora il post che pubblicai il giorno dopo.
Dissi questo:

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nelle rubriche: libri, notorietà



Eccomi: odiatemi e amatemi per quello che sono veramente
F__SPIAGGIAIl mio blog: http://achillepetulante.splinder.com

Tratto dal CORRIERE DELLA SEGA.

Il fenomeno attuale è il blog. Un diario pubblico dove l'io viene liberamente devoluto in cambio di commenti utili all'autocompiacimento passeggero. Un modo originale per dire: "Eccomi: odiatemi e amatemi per quello che sono veramente o almeno, credo di essere". Ti capita così di digitare la parola: "Masturbazione" sul motore di ricerca più frequentato al mondo e senza che te ne possa rendere conto ti ritrovi dentro al blog di un tizio che si fa chiamare Achillepetulante. Lì per lì pensi: "E' uno scherzo. Non può esistere un essere così malato" ma poi rileggi con attenzione e scopri che c'è quel qualcosa che ti fa porre la fatidica domanda: "Ma chi cazzo è?". Ed è così che ti ritrovi a fare l'errore più grande della tua vita: intervistarlo.

Eccovi dunque la prima (e credo, ultima) intervista ad Achillepetulante:

- Digitando semplicemente la parola: masturbazione, ho scoperto il tuo blog. Cosa pensi del mondo virtuale e della moda del momento, appunto: i blog? -

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nelle rubriche: scrittura



l'aspetto sociale di questo meraviglioso mezzo
giovedì, marzo 30, 2006

kuraiIl mio blog: http://kurai.blogsome.com

Sono Federico, 31 anni, di Genova. Iniziai la mia avventura di blogger nel 2002, più o meno. Lavoravo in una software house come game designer, e sentii che quello strumento poteva aiutarmi. Se non altro per esternare il me stesso perso in una situazione lavorativa e sentimentale difficile, per urlare al mondo quello che avevo dentro, perché mi andava. Da allora sono cambiate molte cose. La software house non esiste più, la situazione sentimentale è nuova e splendida, ho ripreso a studiare. E il blog ha seguito quattro anni di metamorfosi, cambiando domini, template e modo di essere mentre mi guardavo attorno e scoprivo un affascinante terreno di studio. Oggi forse il mio blog è meno introspettivo, mi serve un po' di più come quaderno di appunti, come spazio di condivisione delle idee. Non cambia però l'aspetto sociale di questo meraviglioso mezzo. Ho avuto occasione di conoscere molte stimate voci, che per me erano idee e template, e ho scoperto che sono ancora più apprezzabili, dal vivo. E ora sono qui, a scrivere una tesi e a guardare un po' oltre la siepe, cercando di capire che succederà dopo. Forse cambierà ancora il template, forse il blog cambierà di nuovo stile. Ma io rimango, Kurai, un nickname scelto a caso in un dizionario di giapponese, per il suono più che per il significato. O Federico, se volete.

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nelle rubriche: amicizia



scoprire che dietro lo schermo ci sono persone reali

Il mio blog: http://neroassenso.splinder.com

Ho iniziato il mio blog poco più di un mese fa. Di Blog mi parlò Loredana Lipperini e io non riuscii a capire di cosa si trattasse. Poi, trascinata da un amico, che mi ha fatto vedere la sua prima pagina pubblicata su splinder, sono riuscita ad addentrarmi in questo mondo sommerso, affascinante, di idee, di emozioni, di desideri, di vita in movimento... La mia voglia di condividere, comunicare il mio pensiero, di pubblicare le mie poesie si è concretizzata, ma in modo del tutto diverso da come si può pubblicare normalmente sui libri ( esperienza fatta, anche quella). Più di mille contatti in meno di un mese non è poco e devo dire che questo stimola la creatività, rende tutto più dinamico. Esporsi alle critiche, positive o meno, significa crescere, migliorare e avere questa opportunità che va oltre i confini territoriali, oltre le convenzioni, oltre la costrizione dei tempi, non può che giovare. E il mio blog si propone proprio questo: rompere il cerchio dell'aquiescenza collettiva, osare di avere una propria opinione e offrirla come terreno di coltura per altre idee, intelaiate, intessute in una trama vitale che non ha fine...

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nelle rubriche: scrittura, feedback



un modo alternativo per emergere
Il mio blog: http://hateclub.splinder.com

Scrivere, dal mio punto di vista, è sempre stato un modo alternativo per emergere. Specialmente quando si ha qualcosa da dire. Che sia una cretinata da giovane donna in crisi postadolescenziale, che abbia valore universale, che faccia pensare.
Il blog non ha rivoluzionato la mia vita, se devo essere sincera. Forse qualche flirt in più, ma nulla di rilevante... se non fosse che ho trovato ragazze straordinarie. Io che sono etero al cento per cento.
Aprii il mio primo blog su Splinder l'anno scorso, spinta dalla curiosità verso il blog Belle de Jour e aizzata da chi vedeva in me una scrittrice in erba. Se il blog era considerato ormai un mezzo attraverso il quale avere visibilità e dire ciò che passava per la testa, perché non farlo mio?

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nelle rubriche:



Io non lo volevo, un blog
mercoledì, marzo 29, 2006

Il blog di Loredana Lipperini, giornalista di Repubblica:
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura

Io non lo volevo, un blog. Ho passato due anni a leggerli, a scrivere a proposito dei medesimi, persino ad invitare blogger a partecipare ad un’antologia. Ma aprirne uno, no: avevo paura di esserne troppo coinvolta in termini di tempo, che era già pochissimo. Poi, in una bella sera di settembre, mi trovai a passeggiare per le vie di Torino con il signor Giuseppe Granieri, il quale, senza molti giri di parole, proclamò che non avere un blog era una responsabilità. Soprattutto per chi lavorava nel mondo dell’informazione, e aveva notizie e riflessioni da comunicare in luoghi e modi diversi da quelli canonici. Per farla corta, due mesi dopo (novembre 2004) nasce Lipperatura. Mi ha cambiato la vita? Direi di sì: e non soltanto perché posso pubblicare pezzi di articoli e interviste inedite (quello è il meno) o intraprendere discussioni che su carta non troverebbero spazio. Ma perché posso dialogare di tutto ciò con altri: la cosa singolare è che, sì, ho conosciuto non poche persone interessanti, ma che con quelle che già conoscevo si è approfondito lo scambio intellettuale. Poi, c’è il risvolto privato: come reincontrare via blog amici persi di vista, colleghi lontani, persino la ex maestra elementare di mio figlio. Il quale, come pure sua sorella, ha ovviamente aperto un blog.

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nelle rubriche: lavoro, amicizia, scrittura, libertà di stampa



Non è per niente facile

Il  mio blog: http://kill-city.splinder.com

La vita da blogger non è per niente facile come potrebbe sembrare. Molti di voi sanno bene a cosa alludiamo: interagire con altri blogger, rispondere ai commenti, organizzare feste in piscina, autografare seni, presenziare a manifestazioni culturali, serate in discoteca e orge. Nei cinque minuti liberi che rimangono, bisogna ingegnarsi per scrivere un post... e ammettiamo che questo è l'unica cosa che facciamo controvoglia. Ma noi andiamo avanti, con evidente spirito di sacrifizio e abnegazione, perché, in fondo in fondo, dobbiamo ammettere che da quando siamo diventati blogger, la nostra vita è nettamente migliorata. Prima eravamo grigi e depressi, senza un vero scopo da dare alle nostre esistenze... poi, un po' per gioco un po' sul serio, abbiamo fatto un timido tentativo... ci siamo detti: dai, proviamo anche questa, come ultima spiaggia. E, sorpresa delle sorprese, tutto è diventato più bello! La città, le case, i fiori, i cassonetti della raccolta differenziata... Grazie al blog abbiamo conosciuto un sacco di amici virtuali che se ci conoscessero dal vivo, non dico che ci abbraccerebbero,ma magari un bel pò di fraterne pacche sulla spalla ce le darebbero. Il nostro è un blog per un pubblico vario ed eterogeneo, ma ci piacerebbe di più rivolgerci anche ai navigatori pornodipendenti, in modo da dire loro: "non vergognatevi, certi stimoli sono umani!", ma anche alle donne navigatrici e pornodipendenti, per dir loro: "non vergognatevi, certi stimoli sono umani! Spediteci le vostre foto invereconde". Insomma, quella da blogger sarà anche una vita dura, ma ti da tante soddisfazioni. W i blog!
Jelly & Rambaldi

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nelle rubriche: amicizia



Per non dimenticare

Il mio blog: http://stefanorolla.blog.tiscali.it

Ciao,
sono Adele Parrillo, la compagna di Stefano Rolla, il regista morto a Nassirya il 12 novembre 2003 insieme ai militari italiani davanti a Base Maestrale. Ho un blog su Tiscali, dedicato al mio compagno. L'ho aperto esattamente un anno dopo quel novembre 2003, ma da allora, sono tante le persone che mi hanno trovata attraverso il blog: persone che avevano lavorato con Stefano e che io non conoscevo, e altri che mi hanno dato la loro solidarietà quando non sono stata invitata alle commemorazioni per i morti di Nassirya perchè non ero sposata. Da ultimo, ho messo nel blog un paio di poesie che Stefano mi aveva lasciato dopo un litigio ma che non avevo fatto in tempo a chiedergli se erano state scritte da lui o da altri. Una visitatrice del blog mi ha dato la preziosa informazione per ben due volte. Nel frattempo io sono diventata una "testimonial" per la legge sulle coppie di fatto, ed eletta vice-presidente della Liff, Lega italiana famiglie di fatto, ed ho aperto un blog con la vostra piattaforma, adeleparrillo.splinder.com. Mi piacerebbe scrivere sul blog ogni giorno, ma purtroppo tra il lavoro e gli altri impegni non riesco ad essere così assidua. Spero di esserlo di più in futuro.
Grazie a Splinder. Grazie ai blog.
Adele Parrillo.

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nelle rubriche: ricordi, vita



Posso dire che a me ha cambiato la vita in peggio?
martedì, marzo 28, 2006

Il mio blog: http://deeproad.splinder.com

Una notte insonne di gennaio decisi che avrei aperto un blog. Sapevo che nessuno l'avrebbe letto, ma decisi di aprirlo ugualmente. Tutti me lo sconsigliarono vivamente, sostenendo che avrebbe richiesto impegno e manutenzione costante. Inizialmente decisi di dare retta a tutte quelle voci, ma dentro di me sapevo che prima o poi l'avrei fatto. Forse non quel giorno, forse non il giorno dopo ancora, forse non in questa vita, ma prima o poi l'avrei fatto. La sera stessa lo aprii e con immensa sorpresa mi resi conto che al suo interno non c'era assolutamente nulla. Ci misi un po' a capire che dovevo essere io a riempirlo e allora afferrai il senso profondo delle parole poco incoraggianti di coloro che me l'avevano sempre sconsigliato: impegno e manutenzione costante.

Inizialmente tutto procedette nel migliore dei modi, ma ben presto dovetti fare i conti con la cruda realtà: il Blog era diventato per me come la peggiore delle droghe. Ogni episodio della mia vita si svolgeva in funzione di ciò che in seguito avrei scritto sul Blog: smisi di compiere azioni che non potevo in qualche modo far rientrare nell'ambito di una categoria da me concepita; smisi di fare sesso con la mia donna, perchè tanto sapevo che non avrei potuto postare nulla che la riguardasse; teorizzai persino l'ipotesi di un tatuaggio dinamico che riportasse il numero esatto dei miei visitatori giornalieri! Tutta la mia confusa ma serena esistenza fu letteralmente schiacciata dai primi due giorni di questa esperienza virtuale. Decisi così di prendere seri provvedimenti finalizzati alla totale disintossicazione da Blog.

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nelle rubriche: scrittura



una buona valvola di sfogo

Il mio blog: http://www.fozzdances.com/blog

Il blog è stato l'evento epocale (epocale esclusivamente per i miei orizzonti, non c'è stato sismografo né cronista che abbia registrato alcunché, a suo tempo) che mi ha cambiato la vita? Non saprei, ma di sicuro è la conseguenza diretta di un cambiamento avvenuto molti anni prima. Sedetevi qui intorno a me, bambini.

E lisciandosi la barba bianca come se da lì, uno ad uno, dovesse sfilare via via i ricordi, iniziò il suo racconto.

Tra il febbraio e il marzo del 1990 successero due cose: infilai la cornetta del grigione SIP nelle ventose di un accoppiatore acustico, un coso di cui ero entrato in possesso per caso mesi addietro e del quale non sospettavo minimamente la funzione, finché non vidi ballare sullo schermo delle letterine che non venivano dalla mia tastiera. Con emozione, per la prima volta; e la prima volta non si scorda mai. Qualche giorno dopo sono su una Panda, la prua verso casa, e sul sedile posteriore c'è uno scatolone bianco con scritto sopra "Macintosh SE".

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nelle rubriche: amicizia, scrittura



Il 90% dei miei amici oggi è in rete

Valeria intervista Iperio.

1. Ciao Ray! Parliamo un po' di te e dei tuoi blog. Ne hai diversi e molto visitati. Cosa ti ha spinto ad aprirli?
Attualmente seguo soprattutto 4 blog. All'inizio ero curioso e affascinato dalla possibilità di mettere qualche mio pensiero e fotografia in rete, poi mi sono stupito moltissimo che quello che mettevo piaceva. Oggi è diventato un'abitudine, come un luogo dove incontro i miei amici, un caffè, un circolo.

2. Come e quanto è cambiata la tua vita attraverso il mondo dei blog?
Il 90% dei miei amici oggi è in rete. Ma non è amicizia solo virtuale, perché con molti ci conosciamo davvero, ci sentiamo per telefono spesso o tutti i giorni.

3. Un lato che mi ha colpita di te è la capacità di tenere contatti con molti dei tuoi visitatori...ti senti una sorta di VIP da molti ricercato o uno dei tanti blogger ma con la fortuna di avere chi lo legge con costante interesse?
Assolutamente non un VIP, sono un anonimo, tengo moltissimo alla mia privacy e la mia immagine non compare mai. Sono ancora incredulo del fatto che qualcuno trovi interessante quello che scrivo, o fotografo. Mi piace conoscere gente di ogni tipo, e cercare di capirla.

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Un sasso nella rete
lunedì, marzo 27, 2006
Il mio blog: http://ilfurlanist.splinder.com

Cheste e je une storie particolâr par vie de lenghe ch’o dopri tal scrivi il gno blog...
Usti, è vero! Volevo parlare del mio blog in friulano ma con voi devo usare l’italiano. È iniziato come puro esperimento, non aspettandomi tanti lettori ma puntando a incuriosire: la lingua non è difficile da leggere solo per voi ma anche per tanti friulani, abituati a parlarla o sentirla ma non a leggerla. Quindi volevo semplicemente provare a tirare un «sasso nella... rete». In principio temevo insulti e ironie invece dai blogger ho trovato tanta tanta stima. E ho trovato anche tanti lettori affezionati: per me è incredibile avere cifre di accessi simili a quelle di tante “blogstar” in italiano scrivendo in una lingua minore! Attraverso il blog ho conosciuto tanti amici, ne ho ritrovati alcuni che avevo perso e sono diventato mio malgrado un riferimento per i friulani anche per il modo «diverso» e moderno con cui uso la «marilenghe» (madrelingua, come la chiamiamo noi). Dopo due anni sento un poca di stanchezza nel farlo ma sono tutte le soddisfazioni che ho descritto e il sostegno e la simpatia dei lettori che mi fan tirare avanti. Continuate a «provare» a leggermi!
Mandi (ciao).

Andrea Venier

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Ho sempre riversato me stessa nel blog

Il mio blog: http://macmouse.splinder.com

Ho aperto il mio blog una sera di fine dicembre del 2003, mentre navigavo senza un vero scopo con il mio portatile sulle ginocchia. Fino ad allora non avevo usato il pc che per lavoro, o per giocare a solitario nei momenti di noia. Avevo avuto una sola, fugace, esperienza in chat, ma mi ero rimasta schifata dal clima di “acchiappo” che vi si respirava. In più, per ragioni mie personali, ero prevenuta rispetto a tutto ciò che riguardasse Internet e le persone conosciute in rete. Fino a quella sera, in cui capitai, potrei dire per caso ( ma che nulla avviene per caso è proprio una delle cose che ho imparato dal blog), su un sito della piattaforma Splinder intitolato “Chocolat”. Così scoprii che esisteva il blog, che, lo scrissi nel mio primo post, conciliava in qualche modo due mie insane passioni, la scrittura e la lettura.

Lì per lì non me ne resi conto, ma stavo iniziando un cammino di vita. Potrei tranquillamente dire che il blog me l’ha cambiata, la vita, ma sarebbe esagerato. Certamente aprire il blog ha dato il via ad una serie di cambiamenti che hanno fatto emergere la mia reale essenza, che hanno spazzato la nebbia in cui navigavo da un po’. Senza alcun dubbio questa esperienza ha portato nella mia vita delle persone che ora sono amici reali e non virtuali,e che, a dispetto delle distanze fisiche o temporali, rimarranno nella mia vita a lungo.

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nelle rubriche: amicizia



non esistono blog interessanti, ma persone interessanti che hanno un blog

Il mio blog: http://www.indignato.it

Questo sarà un post lungo. Perché, come recita il sottotitolo di Indignato, il blog su cui scrivo, “Avrei tantissime cose da dire”. E quando qualcuno mi chiede di dirle, il dato è tratto. Siete avvisati. Dire che il blog ha cambiato la mia vita è inesatto. L'ha completata, per fortuna.

Ormai non ricordo nemmeno più quando mi ci sono avvicinato, ai blog. 2003? Probabile. Forse 2002. Una vita e almeno quattro traslochi fa. Comunque avevo un blog su splinder, sotto nickname, molto personale e ora affossato nell'anonimato e, soprattutto, reso privato e invisibile. Su splinder si trova ancora una mia piccola creatura, un blog collettivo che rivive solo una settimana all'anno, nel periodo di Sanremo. Probabilmente alcuni di voi lo conosceranno, e magari ne saranno stati pure autori. Poi è arrivato Indignato, su cui sono capitato per caso, a ricevere il testimone da un amico che a sua volta l'aveva ricevuto da un amico; infine le esperienze di nanopublishing, con TvBlog e con il mio pallino di una vita, i video in rete, che si sta concretizzando con il videoblog quotidiano Teleblogo (con il quale sto preparando una piccola sorpresa per VitaDaBlogger). Occasionalmente scribacchio su Macchianera e in un certo senso – visto che Indignato è ospitato da Blognation - faccio parte di quell'establishment che molti blogger detestano. Ne faccio parte e al tempo stesso ne sono fuori, perché gli establishment esistono solo se si vuole che esistano. A me non interessano.

Ma lasciamo stare i dati e parliamo delle sensazioni, che sono più concrete.

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nelle rubriche: lavoro, amicizia, notorietÃ