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Splinder cresce con voi
Il mio blog: http://www.finearts-graffiti.splinder.com
Quattro anni fa non sapevo neppure come si faceva ad accendere o spegnere un computer. Improvvisamente (la vita è strana e imprevedibile) dovetti imparare non soltanto a accederlo o spegnerlo, ma ad usarlo davvero bene per svolgere ricerche dalle quali poteva dipendere il futuro mio e di altre persone. Non dirò su quale argomento, dovrò farvi restare con la curiosità; posso dire soltanto che i problemi furono risolti, e grazie proprio al lavoro svolto (anche) su internet.
Fu durante queste scorribande che iniziai a incontrare la parola "blog". Brevemente: da allora il blog è uno degli strumenti principali che uso per la mia attività di promotore di artisti. Ma non solo: è stato il blog a permettermi di imparare cose che altrimenti non riuscivo ad assimilare: html, jpg, layout, ecc.; e a mettermi in condizione oggi di essere un web designer di discreto livello, e soprattutto un web designer professionista.
il blodge
Il mio blog: http://libreriagrande.splinder.com
Per me i Blog si basano su un paradosso: mediamente un Blog è un diario, intimo e generalista, dove un John Doe qualunque riversa ed esorcizza le sue riflessioni sul mondo che lo circonda, sulla sfera affettiva, sulla politica estera, eccetera, eccetera. Dico mediamente perchè poi se ne può fare anche un uso più concettoso e specialistico, ma in genere la sua peculiarità è quella di un diaro. E qui sta l'ossimoro: un diario in rete, alla portata del grande pubblico; delle confessioni personali che allo stesso tempo ostentano un pizzico di esibizionismo perverso. Poi chiaro, la cosa interessante è quando tale diario, che dovrebbe raccontare la propria vita, diviene la vita stessa, il classico esempio di medium come estensione bioelettronica narcotizzante. Ma lo strumento Blog è già morto, Bloggerdam si è ripiegata su se stessa, metabloggin’ e autoreferenzialismo sono ormai le parole d’ordine, il giocattolo si è rotto. E dalle ceneri del Blog è nato il Blodge!
un anno di vita da blogger
Il mio blog: http://chiaramarra.splinder.com
Tra poco compirò 18 anni, ma anche la data di oggi è un compleanno importante: proprio un anno fa nasceva il mio io blogger. Quello che oggi mi permette di essere tra i primi cento nomi della classifica di Blogitalia. Un traguardo, ambizioso per la mia età che spero sia un incipit.
Ora vi racconterò il diario di viaggio di quest’anno speciale nel mondo dei blog (mi raccomando, sarò precisa, andrò a fondo nei temi…logorroica, insomma, come un po’ tutti i blogger)
Splinder e la blogosfera in generale, mi ha cambiato, plasmato, fatto crescere in maniera incredibile. Come? Prendete una 17enne che ama scrivere, apre un blog per ampliare gli orizzonti già scrutati scrivendo recensioni di cultura e spettacolo su Ciao.it. volevo avere un blog di scrittura creativa per tenermi in allenamento con la mia scrittura prendendomi una sorta di anno sabbatico, ma poi alla fine ho preso il volo. Come dire?
Sono troppo impaziente?
Il mio blog: http://untiposerioso.splinder.com
Forse è ancora presto, è colpa mia, sono troppo impaziente. Scrivo e posto più o meno regolarmente da un paio di mesi, e la risposta è no. No, avere un blog non mi ha cambiato la vita. Avevo iniziato come un reduce dell'erasmus in procinto di infilarsi nel tunnel della tesi, e ora sono semplicemente nel tunnel della tesi, per il resto nulla è cambiato. Oh, beh, hanno scoperto la storia del "calcio caos", abbiamo sostituito governanti e presidenti, è uscito il Codice da Vinci al cinema. Oh beh. Cioè, in sostanza, nulla di fondamentale è successo. Tutto scorre come prima. Eppure, eppure forse no, forse tutto scorre e basta, e il fatto che sia ancora come prima è una grossa illusione. Forse che niente sia mai come prima è la cosa più importante che un blog ti può insegnare, una cosa che in qualche modo sfugge a qualsiasi altra esperienza comunicativa.
Ci si sente sempre un po' meno soli
Il mio blog: http://trameeme.splinder.com
succede che un giorno ci si stanca, di urlare sempre in silenzio, e che quando va bene si urla sottovoce. perchè ci sono persone più grandi, con pensieri sempre più interessanti, certo, di quelli di una semplice diciassettenne che "è tanto fortunata" ed è "così sorridente che avrà ancora la mente nel mondo degli unicorni e dei coniglietti volanti". succede che si capita per caso su splinder e non si ha niente da perdere, proprio niente. e così si inizia a scrivere, a calarsi su fogli bianchi virtuali, parola dopo parola. a riempire di me pagine, riempirle del grigio che infinito mi porto dentro. e poco a poco si spera di tornare ad essere colorati. e così i miei giorni migliori, e quelli peggiori diventano visibili al mondo. e le lacrime e i sorrisi non sono più solo miei. e così le urla si fanno un pochino più forti e ci si sente sempre un po' meno soli.
Istantanee di perfetta imperfezione
 Il mio blog: http://moondancer.splinder.com Un blog. Vale a dire un oceano sommerso di contorcimenti mentali che trovano sfogo attraverso la tastiera, nello scorrere frenetico dei pulsanti, fino ad imprimersi indelebilmente nell'etere, dove potenzialmente tutti vedono ma dove ben pochi sanno chi sei. Mi è sembrato un ottimo compromesso tra il diario, oggetto celato a tutti e custodito gelosamente, ed il raccontarmi apertamente a chi mi conosce in concreto, cosa che faccio raramente, data la mia introversione. Perchè no, un blog denota anche una percentuale di narcisismo. E' luogo di sfogo e patria di esposizione di ogni pensiero, citazione, canzone, film, immagine, che mi ha colpito e che sta lì a ricordarmi, a distanza di tempo, cosa fluttuava nella mia mente quel dato giorno a quella data ora.
Fenomenologia del blogger
Il mio blog: http://www.duel-labile.splinder.com
In un blog si capita per caso, in quei momenti di totale, inconsolabile, triste noia. Potrebbe succederti sotto il naso l'evento più importante dell'universo, ma niente, non c'è verso: l'attenzione si attaccherebbe al dolorino al collo dovuto alle ore appiccicato al monitor, al continuo e spasmodico tendersi dei muscoli di atlante, infatti reggere la noia di azioni ripetitive, uguali, alle prese con oggetti, cose morte, che ti dettano regole precise di funzionamento, è un peso non facile da sopportare. Ma di questo peso leggero, che svanisce con lo spegnersi di un interruttore è impossibile fare a meno. Così si inizia a leggere un blog, e non si spegne il fatidico interruttore, si continua ad ascoltare il ronzio leggero della ventola di raffreddamento dell'hard disk, e alla fine diventa come il respiro di una persona cara.
Intervista a Mauro Biani, fumettista.
Il mio blog: http://maurobiani.splinder.com
"Sicuro, il mondo è questo e nulla più, ma non starò li in silenzio ad aspettare che si freghi da solo." Mauro Biani, immagini, e chiacchiere in un Mondo Broiolo. Commenti, riflessioni e denunce, vignettate, scritte e rieducate da un educatore di professione, illustratore e vignettista per necessità fisiologiche.
Perché hai aperto un blog? Quando lo hai aperto? Quale necessità o bisogno hai sentito?
Fino al 2002 conoscevo pochissimo la rete e i blog, o meglio, per la mia “passione” per il disegno e le vignette collaboravo da qualche tempo (inviando vigne coll’email) con il sito unpodisinistra.it e successivamente con gran baol (bellissimo sito-blog e tra i fondatori di Unitedblogzine, una specie di agenzia di notizie tra blog e non solo) che purtroppo ha chiuso i battenti. L’idea di uno spazio mio su splinder: http://maurobiani.splinder.com/ è nata successivamente alla chiusura di gran baol, più per il piacere di “archiviare” i miei sfoghi grafici che per renderli pubblici.
Come si è sviluppato il blog? Quali opportunità ti ha aperto?
Un diario non ti risponde, ma il blog sì
Il mio blog: http://sista.iobloggo.com
Scrivere è sempre stata la mia forma di comunicazione preferita, da che ho imparato a farlo. Una cura, un'espressione, una necessità e uno stile di vita.
Ho conosciuto il mondo dei Blog grazie ad un'infatuazione... di ritorno da un concerto romano, dove avevo incontrato i suoi occhi dolci e la voce gentile. Peccato fosse fidanzato (sempre stata sfigata con gli uomini). L'ho cercato su internet e ho trovato il blog di un'amico e da lì, il passo è stato breve.
Da allora ho aperto 4 "diari" su piattaforma splinder ma quello che più mi ha cambiato, a livello emotivo, è stato l'ultimo. Chiuso per ovvi motivi... Non ho mai pensato che un blog, unito alle esperienze quotidiane di vita e ai feedbacks dei lettori, potesse avere la stessa funzione di un'analisi. Perchè un diario non ti risponde, ma il blog sì!
Hai semplicemente romanzato la tua vita
 Il mio blog: http://lorsoelettrico.splinder.comNel dubbio… - Ohi… - Ciao! - Che fai? - Sto leggendo… - Cosa? - Dunque, su Splinder… - Succhè? - Su Splinder… Dove c’ho il blog… - Sprinter? - Splinder! Eddai su, che te l’ho detto almeno cento volte come si chiama…
Era una notte buia e tempestosa....
Il mio blog: http://incuriosando.splinder.com
Mi verrebbe voglia di iniziare questa storia con: era una notte buia e tempestosa... se non che quando ho aperto il mio primo blog il sole splendeva alto nel cielo perchè era giorno ed era pieno agosto. Niente buio e niente tempeste. Per l'esattezza era il 25 agosto 2003 ed io mi trovavo solo soletto in ufficio invece di girare per l'Italia in tenda così come avevo pianificato.
"Bring me to life" degli evanescence era ancora un tormentone e mi faceva compagnia assieme ad un paio di colleghi che avevano deciso di posticipare le ferie a settembre.
Veder finire una storia è sempre qualcosa di molto doloroso, ma vederla finire e restare da solo perchè tutti sono in vacanza, è davvero dura. E così sulle tracce di una mia amica che si stava preparando al test d'ingresso per l'università, approdai su ilcannocchiale ed aprii il mio primo blog: starlight, luce di stella...
Uno splinder cannibale
 Il mio blog: http://lefty333boy.splinder.com Tutto cominciò quando mio marito arrivò a casa un anno fa con l'Espresso sotto il braccio.."Hai visto questa nuova moda dei blogs -mi dice - e questo sito che si chiama Splinder?" E cosi comiciò questa mia avventura che si chiama THE BLOG. Sicuramente, se quel giornale non fosse entrato nella nostra dimora, io non saprei proprio che farne adesso di questo computer. Dopo i primi noiosi tentativi di " divertirmi " in qualche chat, e dopo aver lavorato per 6 mesi.. " in nero" in una porno-webcam guadagnando un bel pò di dollari e sparandomi delle mega-seghe per vecchi sporcaccioni, (finché non hanno arrestato il mio "pappone virtuale" web-master), questo computer poteva anche spegnersi. Di sicuro non l’ avrei usato per fare delle ricerche sulla geofisica... MA questo blog è un blog CANNIBALE... che mi ha mangiato metà della mia massa magra nel giro di un anno..
Come il mio blog Vi ha cambiato la vita
Il mio blog: http://merchesadixit.splinder.com
Carissimi, la mia cara amica, la Signora Splinder, ha lanciato un concorso perché si racconti cosa ha cambiato l’essere “tenutari” di un blog nella propria vita reale. Naturalmente mi ha chiesto di parteciparvi. E io, nonostante una certa naturale ritrosia che mi contraddistingue e che mi impedisce di mettermi in mostra, ho deciso di accettare. Non per me naturalmente, ma per il bene di quel milione e mezzo di persone che, tanto benevolmente, viene ogni giorno a leggermi e che smania di sapere di più di me. Potrei davvero deluderVi cari? Giammai!
Che dire allora? Mi viene istintivo parafrasare il caro JFK e consigliarVi: Non chiedeteVi come il blog abbia cambiato la mia vita, ma come il MIO blog abbia cambiato la Vostra! Lo so bene cari, l’avermi scoperta Vi ha dato l’opportunità di sorridere, di leggere i fatti quotidiani e politici attraverso la lente dell’ironia e della cultura. Avete imparato a giocare con le parole, a prenderVi meno sul serio, a pensare sorridendo. Vi gustate l’ essere puntuti, taglienti, implacabili, stron…canti. Insomma, molti di Voi si sono “Merchesizzati”. Come Vi invidio cari…
Il mio blog ha le radici
Il mio blog: http://www.briciolanellatte.splinder.com
Ho sempre pensato al mio blog come ad una piantina di cui doversi prendere cura. Non in modo ossessivo o compulsivo, ma neppure in modo saltuario o trascurato. E il blog piano piano cresce, mette su le prime foglie, allunga le radici, dà i suoi frutti. Tu ti curi del blog e lui finisce per prendersi cura di te. È una tua creatura, che dipende dalle tue capacità, dal tuo sapere, è un qualcosa di vivo che rispecchia anche il tuo modo di essere, di pensare che, a suo modo, nel farti compagnia, nel suo esistere, ti ricompensa restituendoti, ancorché trasformate e rielaborate, gran parte delle attenzioni che gli hai donato.
Fuor di metafora, il blog, ha cambiato senza dubbio, quanto meno, il mio modo di scrivere. Il feedback continuo di chi ti legge, che riesce bene o male, attraverso i commenti, a rimandarti i suoi umori, le proprie emozioni e le proprie idee, ha trasformato il lato espressivo (ma anche contenutistico) della mia scrittura, soprattutto per il fatto di aver io scelto il non facile compito di pubblicare brevi racconti; sì perché quello che, con un neologismo, potrebbe essere chiamato il blogtale, cioè il racconto per il blog, deve avere giocoforza un format di corto respiro, anzi cortissimo, ad alta fruibilità, come un qualsiasi altro ‘oggetto’ pubblicato sul web.
io voglio volare
Il mio blog: http://nonbastailmondo.splinder.com
...finalmente dopo anni e anni di lotta col pc e con la mia famiglia riuscii a stabilire una connessione efficiente e duratura... e soprattutto economica! Mi scaricai msn messenger e, come primo contatto inserii la mia amicunzola, la mia fatina...
Un giorno, la mia fatina salta su dicendo:"ti va di leggere il mio blog?!" Così capitai sul suo blog, ospitato da Splinder, logicamente... mi creai un account, ma un po' per la mia problematica incapacità informatica, un po' perchè seguivo mille siti e forum ecc... non misi subito su un blog!! Il mio account era, ed è, LutaStyle!
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