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La traduzione del blog di una geisha giapponese lunedì, febbraio 26, 2007 Il mio blog: http://mitsu.splinder.comChi è Mitsuko T. ? O meglio Mitsu, come si lascia chiamare sul suo blog. Mitsu è una maiko, una fanciulla di diciassette anni che apprende l’arte della geisha. Il 25 Novembre del 2005 è stata accettata in una okiya di Kyoto: sono così chiamate le o-chaya (teahouse) che addestrano e ospitano le giovani maiko. Da allora Mitsu si racconta in un diario on line che, per la grande popolarità, nella versione nipponica ha raggiunto i diecimila accessi al giorno. Cade quindi in Giappone uno degli ultimi tabù. Sul web infatti l’adolescente ha iniziato a descrivere il proprio percorso formativo, raccontando impressioni e riflessioni provocate da ogni sua nuova esperienza. Tradizionalmente quella della geisha è l'unica professione che richieda un tirocinio più lungo di quello di un medico, con materie che vanno dalla musica al teatro, dal trucco alla poesia e ai più vari argomenti di conversazione: se è sempre discreta, infatti, la più raffinata delle compagne femminili non può permettersi nessuna lacuna culturale. Altro che veline, letterine o paroline di televisiva memoria. Tra un post e l'altro, Mitsu parla della scuola di trucco oshiroi, che è assai più complicata della cosmesi di tipo occidentale, della gastronomia, con tutta la gamma di dolci e bevande in cui una vera geisha deve essere espertissima, dei tessuti, degli abiti, del portamento, definito in ogni minimo gesto e situazione, e di tutti quei dettagli che distinguono una geisha da una oiran (prostituta d’alto bordo). La parola geisha è composta da due caratteri giapponesi: sha, intrattenitrice, e gei, artistica. Se maiko vuol dire danzatrice, geisha significa artista e dunque si distingue radicalmente dalle oiran, a cominciare dal modo di portare l'obi (la fascia di seta rigida da avvolgere intorno al kimono) che viene stretta dietro invece che davanti come usano fare le cortigiane. Il mondo delle geishe sta lentamente scomparendo. Da ottomila che erano, prima della seconda guerra mondiale, si valuta che attualmente non ne siano rimaste più di un paio di migliaia, concentrate soprattutto a Kyoto, il bastione della tradizione. Una geisha apprendista impiega dai cinque ai sei anni per padroneggiare le sue arti, allenandosi duramente come un'atleta delle Olimpiadi e vivendo secondo una rigida etichetta, in fatto di abbigliamento e comportamento. Al termine del piano di studi se decide di sposarsi deve rinunciare all’ambito ruolo, altrimenti si potrà tenere in suo onore la cerimonia dell’erigae. Di conseguenza, non stupisce che siano poche le donne tentate a seguire tale apprendistato. Tuttavia, non si può dire che fare la geisha non sia più un'ambizione. Sono centinaia le mail che Mitsu riceve, ogni settimana, da parte di ragazze di tutto il mondo che le confessano di volerla imitare: sognano di diventare anch’esse delle maiko. Forse che quella della geisha, grazie al fascino di Mitsuko, sia destinata a divenire la professione più ambita del terzo millennio? Sorge però spontanea una domanda che abbiamo rivolto proprio a lei: cosa spinge una fanciulla di quindici anni a scegliere questo mestiere? “Amore, solo questo desidero. Ed ora so dove trovarlo. So perfettamente chi voglio essere: una geisha. Sensuale e perfetta, assoluta padrona dell’arte d’amare me stessa. Io voglio raggiungere la perfezione”. L'arte di amare giapponese ha dunque stregato anche il web ed ora una casa editrice italiana che, per il momento, preferisce restare in incognito, ha proposto a Mitsu di trasformare il suo diario in un romanzo. La giovane maiko ha accettato e quindi, da gennaio, potete leggere la traduzione in italiano dei suoi post sul blog che le ha dedicato la redazione. Non vi stupite se, scrivendo un commento, noterete che l’orologio del blog ha le lancette spostate in avanti di otto ore: ricordatevi che lì siete in Giappone. In attesa di leggere il suo libro potremo quindi assaporarne la poesia su Splinder. Postato dalla Redazione
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