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Una bomber blogger
giovedì, maggio 08, 2008
juliabomberIl mio blog: http://juliabomber.splinder.com

Da ogni importante cambiamento della mia vita, è nato un blog su Splinder, che ha registrato successi, delusioni, maturazioni e sfoghi.
Poi, un giorno, ho provato a far finta di essere un'altra persona e ho inventato un personaggio che raccontasse una vita che solo in parte avevo vissuto: Julia dice le parole che io non avrei mai detto, è un po' cinica, a volte sboccata e forse presuntuosa.
Da questo giochino letterario è nato un libro sarcastico sul calcio femminile e sul mondo femminile in particolare. Si intitola "Una bomber" ed essendo nato grazie a Splinder, a Splinder lo voglio riconsegnare.
Cosa succede quando il calcio, da sempre considerato uno sport 'maschio', si tinge di rosa? Mi chiamo Julia e gioco in una squadra di calcio femminile: il mio ruolo è quello di panchinara. Con il sole, con la grandine, con la squadra decimata dagli infortuni. L'unico espediente per sopravvivere alle trasferte (e alla vita dentro lo spogliatoio), oltre contare le caterve di gol incassati, è quello di scrivere la cronaca degli avvenimenti a modo mio.
Uno sguardo sarcastico sul mondo del calcio in generale e su quello femminile in particolare: un macrocosmo poco conosciuto attorno al quale ruotano leggende e pregiudizi, ma anche qualcosa di vero. Solo i panchinari, però, possono avvalersi del privilegio di saper scindere la realtà dalla fantasia.
 
Silvia

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (6)
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Commenti
#1   19 Maggio 2008 - 20:36
 
Penso sia importante il punto di vista femminile in un mondo molto maschile quale il pallone!! Brava!!
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#2   20 Maggio 2008 - 08:59
 
Grazie mille, fioredicollina. E' proprio quello, che sta facendo girare il libro: l'argomento 'insolito' che lascia un po' di stucco sia uomini che donne :) (come se avessi raccontato di un campionato di calcio su Marte!)
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#3   01 Giugno 2008 - 12:34
 
Il libro è disponibile in download gratuito sul sito http://www.lulu.com/content/2223080
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#4   25 Giugno 2008 - 01:19
 
maaaa... io non lo so però questi temi muovono sempre delle problematiche di genere che non so se vanno tanto bene per la stragrande maggioranza dei lettori.. cioè nel senso che è vero si che all'interno di un palinsesto televisivo come quello di Rai 1 la programmazione verte inevitabilmente, specialmente in tempi d'Europei, su contenuti calcistici, ma è anche vero che questo avvicinamento al pallone da parte di una generazione femminile che nasce in seno a famiglie magari post 68ine dove la madre canticchiava ancora il motivetto della Pavone sulla partita la domenica(mi lasci sempre sola la la la), e quindi viveva un apartheid non solo fisico ma culturale, la solitudine della femmina, moglie, casalinga, madre! ma prima di tutto donna e perchè no molto vicina ad un concetto d'emancipazione europeo, dicevo questo avvicinamento al calcio delle giovani generazioni femminili non vi sembra un enorme passo indietro? oggi che sarebbe "dovuta" e non sperata un'evoluzione dopo la sbandierata emancipazione suddetta e quindi una risposta tutta femminile a sta cazzo di palla rotolante cosa si fa? ci si camuffa, si scende a patti col nemico con l'appiattimento ed accodamento al target maschile, ma a cosa è servito il 68 a far delle donne tanti ometti (castrati? ne nascono già tanti) e l'alternativa allora, chi la deve fare? non vi sembra un'orrenda prospettiva futura (e presente) ed una metafora applicabile ad ogni settore dell'esistenza questa massificazione dei costumi che non conosce genere e gusti? meditiamo
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#5   03 Luglio 2008 - 21:30
 
Oh,m pure qua stai????
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#6   04 Luglio 2008 - 01:10
 
tu "starai", pane carasau(come farebbe un sasso o una pecora)..

io sono.

Ovunque,

ci siano da esprimere opinioni e concetti di senso compiuto.
Si chiama "polemica" si usa
per comunicare, per creare cioè "dialettica".
I tuoi progenitori
Gramsci e Berlinguer la sapevano lunga in materia...
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Commenti