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Blog dipendente
 Il mio blog: http://innerva.splinder.com
Mattinata in chat, il lavoro non mi impegnava granché e io invece dovevo impegnare il tempo.
Vago su internet più o meno da quando è entrato nelle nostre case ,ma incredibilmente, quando ho tempo da perdere, non so che cosa fare, cosa guardare.
Così la chat. Quella di un forum, non quelle dove si tenta solo di combinare incontri al buio che si spera durino per la vita.
Conosco un'altra ragazza; anche lei, come me, deve far passare il tempo e così si comincia a chiacchierare finché il nostro non diventa un incontro quotidiano.
Un bel giorno salta su e mi dice:"Sai che ho blog?"
"Fico!"
Nella mia mente invece passa il vuoto. Che è 'sta parola? Ma che vuol dire? Al massimo ero arrivata a sentire Blob ma blog no.
Ovvio che non posso fare la figura di chieder cos'è perciò le dico:
"Dai, fammi vedere!" nella speranza di capire da me di che cosa si trattasse.
Non che mi ci volle molto, in effetti.
Per i giorni successivi seguii solo il suo blog senza altro motivo che quello di leggere i suoi post (inutile dire che scoprii solo molto dopo che si chiamano così) finché un bel giorno mi si è svegliato un grillo nella testa.
Lo faccio anch'io.
Scrivo anch'io.
Con l'aiuto fondamentale di questa ragazza, aprii il mio primo blog che, causa colleghi troppo ficcanaso dovetti chiudere.
Ho aperto questo prima ancora di chiudere il primo.
Ed è anche grazie al blog se ora posso fare il lavoro che faccio perché prima di ritrovarmi tra le mani un template da editare (tutte parole quasi sconosciute, all'epoca) non sapevo nemmeno cosa fosse l'html.
Ora: non sono una maga dell'html e scrivo per diletto, ma non so se sono brava ma nemmeno mi interessa.
Sono blog dipendente.
Per ora e chissà fino a quando.
Ma finché dura...
Il blog è la mia casetta virtuale
Il mio blog: http://acasaariet.splinder.com/
Sono approdata al blog dopo anni di internet attraverso le chat e la posta elettronica. Mi ha subito appassionato il discorso del "diario" e dello scrivere quello che si viveva di giorno in giorno, dato che io un diario l'ho avuto da quando ho imparato a tenere in mano una penna! La chat è stata per me molto deludente, lì si cercavano solo storie e incontri, poca voglia di amicizia e di scambi di opinioni. Invece nel mondo del blog ho scoperto degli amici, certo diversi dagli amici della vita reale (ma il blog non lo è?), ma forse anche per questo più obiettivi. Lì ti si conosce per ciò che dici e che pensi, per le tue opinioni e le tue idee, i sentimenti, gli sfoghi, le incavolature di tutti i giorni. Lì ti metti a nudo, al di là della fisicità, senza pensare a come apparire, ma mostrando la tua essenza "senza pelle". Ho iniziato per gioco nell'ottobre 2006, all'inizio senza internet giravo con la chiavetta usb dove appuntavo durante il giorno da scuola o dalla biblioteca i miei pensieri, poi, appena ho avuto la connessione internet a casa, ho postato con regolarità. Ho cominciato a pensare al titolo da dare, all'impaginazione, allo sfondo, alle frasi da inserire, a come descrivermi, anche queste cose sono comunicazione. Penso che il blog sia come una propria casa, da arredare e completare di giorno in giorno, e come la casa si evolve con te, cambia aspetto, disposizione dei mobili, quadri appesi, libri nella libreria. I bloggers sono i vicini del grande condominio che è questa famiglia, dove ci si impara a scoprire giorno dopo giorno, dove ti si da il consiglio che ti serve, dove puoi sfogarti senza temere di sembrare noioso, dove tutti possono dire la loro lasciando una piccola traccia sotto un post. Grazie al blog ho preso coscienza di tante cose che non sapevo, ho trovato tante persone che la pensano come me o al contrario di me, persone che hanno passato le cose che ho passato io, persone che hanno i miei stessi interessi, che mi hanno spiegato come cambiare il template, come aggiungere le foto o la musica, come rendere più accogliente la mia casetta virtuale... che poi tanto virtuale non è! E soprattutto mi hanno fatto capire molte cose di me che neanche io pensavo di avere.
Cristina
Un blog nato da un SMS
 Il mio blog: http://www.markaw.splinder.com/
Tutto ebbe inizio quando la notte di capodanno dell'anno scorso, mentre percorrevo la statale con degli amici, mandai un SMS di auguri ad un carissimo amico. Nel messaggio citavo degli argomenti di fisica e analisi che avevamo discusso la sera prima: il gatto di scrhoedinger, il numero dei lati di una sfera. Il messaggio faceva pressappoco così:
Auguri fratello non pensare al gatto, quello è morto comunque e non pensare alla sfera perderesti il conto cercando di censirli! Pensa solo che la vagina e il pene sono fatti per stare insieme.
Il messaggio gli piacque tantissimo, tanto da postarlo nel suo blog, che io tra l’altro non sapevo avesse. Dopo qualche giorno mimandò un sms dove mi diceva che il mio messaggio era stato apprezzato anche da altri blogger di Splinder e mi ha invitato a farne uno tutto mio. Ho seguito il consiglio e adesso eccomi qua.
Diario di un ex bravo ragazzo
Il mio blog:
http://unexbravoragazzo.splinder.com/
Il mio blog nasce in un momento "difficile", traumatico (lascio il motivo a chi avrà voglia di scoprirlo) per puro caso, ricercando nella cronologia del computer un sito che avevo visitato in precedenza: ecco apparire magicamente la piattaforma Splinder che ha catturato la mia curiosità. Non avevo idea di cosa fosse, sapevo dell'esistenza di foto-blog e similari, ma ero all'oscuro del piccolo universo celato dietro queste parole e di quel che si stava per svelare ai miei occhi. Nel giro di un'ora circa ho capito a grandi linee come funzionava la cosa ed una volta registrato ho scritto il primo post in un template scarno e minimalista. La scelta istintiva di "unexbravoragazzo" e del sottotitolo, che continuo a ritenere azzeccato, non vuole essere una banale definizione di me, tantomeno uno stupido proposito di vendetta di uno che ha subito un danno, piuttosto è il primo pensiero, la prima cosa che mi è venuta in mente di scrivere, anche se può rivelarsi fuorviante!
Il nick bathos (da non confondersi con pathos) l'ho scelto invece aprendo a caso il vocabolario di inglese, non che mi piaccia particolarmente, ma ho scoperto solo poi che è l'unica cosa che non potevo più cambiare! Giorno dopo giorno ho dato libero sfogo ai miei pensieri, dubbi, esperienze... la sorgente ha dato vita prima ad un piccolo e tortuoso torrente divenuto poi un placido fiume...di parole. Ho trovato "il coraggio" di raccontare e raccontarmi così che, come per molti credo, il viaggio nel virtuale è diventato di pari passo un viaggio dentro me stesso: un'introspezione a cui ora difficilmente saprei rinunciare, non solo perché "ci sono affezionato", ma perché mi aiuta a conoscere meglio la persona più importante della mia vita: IO! Nel blog c'è una fetta della mia vita, una sorta di diario in cui punto più che a farmi conoscere a conoscermi, c'è la musica che ne fa da colonna sonora, con gli stralci di canzoni significative in quel momento, i miei impegni, le mie serate, le mie riflessioni, le mie passioni... tra cui è affiorata come si potrà notare, la scrittura: mi rendo conto di scrivere molto, 50 pagine in meno di un anno ne sono la prova tangibile, ma mi va di farlo, mi piace e non sto certo a preoccuparmi cosa ne pensa chi legge! E' una visione distorta della realtà... o meglio quello che mi circonda visto attraverso i miei occhi, aggiornato con periodicità, ma senza nessuna regola che lo incateni. Con il tempo si è trasformato... un template con un cuore uncinato (di breve durata)... poi uno nero con il volto di una donna nell'angolo... poi è sparita per lasciare spazio alla versione attuale decisamente più allegra e più consona al mio attuale stato di "va dove ti porta il vento". Il blog si è arricchito di colori, di immagini animate e non, di musica o video, di link... merito anche delle nuove conoscenze, solo "virtuali"...ma si tratta di persone "reali" con cui ho scambiato idee, condiviso emozioni e molto altro, tanto che alcune conoscono lati di me che nemmeno gli amici più intimi conoscono!! Mi sono già dilungato troppo per concludere direi decisamente... GRAZIE SPLINDER!
Sté
Confrontare idee e opinioni
 Il nostro blog:
http://scarabocchiodicomicomix.splinder.com
Lo scarabocchio di Comicomix è una “succursale” (ammazza che parola!) di Comicomix, un sito di fumetti che un gruppo di pazzoidi di Perugia ha aperto poco più di un anno fa. Lo scarabocchio è invece nato grazie a Splinder, circa 7 mesi fa, per unire la vena artistica di Nin@ e il genio “malefico” di Mister X, due dei componenti di Comicomix. Sì, ma che cos’è? E’ un angoletto in cui dei piccoli punti sperduti nell’universo vagano, osservando qua e là le cose che ci succedono intorno, e riflettendo insieme di attualità, politica, eventi, curiosità, magari provando a sorriderci sopra. Come si fa...? Nell’unico modo che conosciamo: i fumetti, le vignette per la precisione. Lo scarabocchio vorrebbe essere semplicemente uno sguardo sul mondo, visto con gli occhi di 5 adolescenti, Mikele & Anna, Giada, Marilù e Andrea, che ci scherzano su, mentre la voce narrante (un “maturo” 40enne) che un po’ predica, un po’ rompe e un po’ prova a mettersi in gioco, fa da controvoce e dice la sua. Lo scarabocchio ci ha cambiato la vita? Beh, non esageriamo! Però, pensandoci… Insomma, forse sì. Intanto, perchè passiamo a turno tante ore sopra l’amico PC, districandoci tra scanner, vignette, tavole a fumetti, tag, post, commenti. Abbiamo conosciuto un sacco di gente simpatica e interessante, di ogni età e condizione. Ci confrontiamo con le idee e le opinioni degli altri, e questo è forse l’aspetto più bello di tutta la faccenda, e proviamo a regalare un sorriso a tutti coloro che hanno la voglia o la coincidenza di venirci a visitare. Insomma, a questo blog cominciamo ad esserci proprio affezionati, mentre tra un fumetto e l’altro, un commento e l’altro, un’ora e un'altra, attraversiamo questa strana e pazza via che qualcuno ci ha detto si chiama vita. Da blogger, da fumettisti, e soprattuto da esseri umani. Concludiamo secondo il nostro solito: Buon tutto!
Un sorriso comicomico.
I Comicomix
Pensieri liberi
 Il mio blog: http://decapentaplegic.splinder.com
Saranno ormai tre o quattro anni che quando sto male o qualcosa mi angoscia prendo qualsiasi superficie in cui si puo’ scrivere e do libero sfogo, prima che creassi il mio blog, ero solita scrivere una mail con tutte le idee “sinistre” che passavano nella mia testolina e mandarla a tutti, mi dava un senso di pace, mi rilassava.
Adesso ho il mio bellissimo blog in cui mi diletto a scrivere con gli stessi impeti, cosi’ quello che viene scritto non ha una sequenza temporale vera e propria.
Adoro l’idea di potere essere letta da gente che si puo’ trovare davvero dall’altra parte del mondo, quando scrivi pero’ magari non ti fermi a riflettere che questo puo’ davvero accadere.
Qualche settimana fa ho avuto la conferma di questo: mi trovavo a milano, io sono siciliana ed ho conosciuto un amico di mio fratello che dal blog di quest’ultimo era arrivato al mio, mi ha tempestato di domande, sapeva tante cose di me, e’ stato come se mi conoscesse, un’esperienza davvero particolare che mi ha colpito e mi ha fatto capire quanto una semplice pagina bianca a tua disposizione possa avere un determinato impatto, grande o piccolo che sia, nelle menti altrui, le quali possono anche prenderti “come una sana abitudine da leggere”.
Intervista
 Il mio blog: http://www.thebestblogintheworld.splinder.com
- Buonasera signorina O0oSuNsHiNeo0O
- Buonasera a lei
- Innanzitutto i miei complimenti per il cappellino con l'elica
- Grazie mille
- Qui tutti ci stiamo facendo la stessa domanda
- Ah!
- Non la immagina?
- Veramente non ricordo dove l'ho comprato, magari chiedo a mia madre
- No, no, non ci siamo, non ne ha proprio idea?
- Per niente
- Allora eccola qui: come le è venuto in mente di aprire un blog?
- Sa, signor intervistatore, un bel giorno stavo scrivendo minchiate sul mio diario segreto con tanto di lucchettino e cazzetti vari quando ad un certo punto mi resi conto che, Dio, stavo scrivendo cose veramente esilaranti, non so se mi spiego. DOVEVO condividerle con qualcuno. Iniziai quindi un intenso rapporto con l?orsetto che abitava le pagine di suddetto diario ma quest'ultimo non si dimostrò all'altezza. Abitava dentro un cuore e mi guardava perennemente con due enormi e nerissimi occhi tristi. Beh, un bel giorno mi ruppi le palle di tutto ciò e aprii un blog.
- Lei, signorina, aprì un blog perché il suo diario non le dava soddisfazione?
- Non solo. Anche perché sono eccentrica e ho le manie di protagonismo.
- Sa che sono grossi difetti vero signorina?
- Certo che lo so.
- E sa anche che al mondo, della sua vita privata, interessa ben poco?
- All'inizio infatti riflettei molto sul fatto che al mondo, forse, della mia misera vita non gliene frega una ceppa. Ma poi, sa, la voglia di diventare un caso mediatico ha vinto su tutto.
- Lei è diventata un caso mediatico?
- No
- Ah!
- Già!
- Come il blog ha cambiato la sua vita?
- Non l'ha cambiata affatto. Prima scrivevo cazzate in un posto, ora in un altro. La differenza è che nel nuovo spazio c'è anche qualche disperato che si perde in commenti. Positivi o negativi che siano.
- Per la maggior parte?
- Positivi
- Bene, ha conosciuto nuova gente tramite il suo nuovo blog?
- Assolutamente sì. Sa com'è, l'orsetto, quello del diario, credo che lui fosse orfano, mi segue? Quindi non ho mai domandato nulla su parenti e amici. Io parlavo, scrivevo e cazzeggiavo e lui mi osservava. Con occhi grandi e tristi. Ora invece ho alcune conoscenze virtuali.
- E' soddisfatta del suo blog?
- Assolutamente no. Il 90% dei visitatori non commenta e io li capisco, scrivo talmente tante puttanate che poi non c'è più altro da dire. Non mi piace quello che scrivo né come lo scrivo. Ma sono eccentrica. Ho le manie di protagonismo. Lì sono Dio. E questo mi basta.
- Bene, in conclusione: lei ha iniziato a scrivere un blog perché l'orsetto che abitava le pagine del suo diariuccio non le dava soddisfazione e fondamentalmente a causa delle sue pressanti manie di protagonismo.
- In sostanza sì
- Bene, vuole lanciare un messaggio al mondo?
- Sì ecco, io volevo dire: non abbandonate i cani, non drogatevi, viva la pace, abbasso la guerra e un saluto a tutti quelli che mi conoscono.
- Lei si è appena sputtanata a vita
- Ho solo anticipato lo sputtanamento, se vanno sul blog mi sputtano lo stesso
- Già!
- Già...
- Arrivederci
- Arrivederci
Il mio blog è cresciuto, e io con lui
 Il mio blog: http://sghibby.splinder.com
Sì, perchè inizialmente il mio era "Il blog di Sghibby". Un blog, che tutti hanno in questo momento. Amici, politici, personaggi improbabili, persone timide, persone senza peli sulla lingua, persone solari, persone oppresse… di tutto e di più insomma. Io pure, rientro in quel “di tutto di più”. Innanzitutto, il nick Sghibby. Da quando sono entrata nel mondo del Web (il che non è da tanto, due annetti), il mio nome è sempre stato questo: all’inizio quando incuriosita entravo in qualche chat, poi quando ho iniziato a fare qualche gioco on-line, nelle mie e-mail e infine nel blog certo. Poi ho lasciato le altre cose e ho tenuto solo il blog. Sghibby deriva da “Sghirimbicio”, il nome del mio gatto; è una parola che vorrebbe dire qualcosa tipo “birichino” nel dialetto della mia città (cioè Brescia).
Io volevo qualcosa di originale, che non fosse necessariamente poetico, ma che certo avevo solo io. Mettermi nella massa con un blog ok, essere uguale agli altri no.
A questo proposito, il mio blog è iniziato comunque in modo piuttosto pacchiano. Stesso template di centinaia di persone. Stesso nome noioso (Il blog di ***) simile a quello di tanti altri blogger. Ma in mezzo a tutta questa noiosità (che forse non lo è poi troppo) ecco i post. Non penso si possa trovare in Splinder un post uguale ad un altro.
Il mio primo post. Motivi per cui ho deciso di aprire un blog. Voglia di imprimere le emozioni, riflessioni, sensazioni…momenti belli, brutti. Il tutto con il proposito di “finding serenity…”. Eh si, magari anche la serenità di un solo secondo, quello che ti deriva dall’aver buttato su carta (ops, su schermo) quello che provi. Il mio blog non parla di politica, né di attualità se non qualche accenno sparuto qui e là. Il mio blog parla di me attraverso le mie emozioni, l’arte che amo, la musica che ascolto. Parla di me con delle maschere che mi coprono il volto, perché va bene svelarsi, ma non troppo…! Il mio blog poi è cambiato. Si è personalizzato. Il nome è rimasto uguale.
Il vestito è cambiato. Qualcosa di più simile a me. Una doll con i capelli rossi, gli occhi verdi, sfondo romantico; foglie autunnali e foglie primaverili. Poi è cambiato ancora. Quello era troppo sfarzoso. Ancora non ero io. Perché qualcosa poi è successo. C’era troppo buio e avevo bisogno del blog per accendere qualche candela da qualche parte e per ricordarmi di quelle luci che le persone che voglio bene sono per me in questo momento difficile … E allora ecco, che vedo una parte di me e divento “The frog of splinder”, la Rana di Splinder.
Questo blog è cresciuto. E io con lui. E ci sono anche amicizie, sorrisi donati qui e là che non mi aspettavo.
E allora…grazie, per i 3667 sorrisi e attenzioni che mi avete donato!
Da quando ho il blog non sono più la stessa
Il mio blog: http://spigoblog.blogspot.com
Oh, sono una blogger!
Cavoli, hai capito, tu, che mi passi davanti con espressione sfocata, che IO HO UN BLOG!?!?
Da quando ho il blog, non sono più la stessa.
Cammino più impettita, ragion per cui vedo ancor meno bambini barboncini cacche di cane e ogni cosa che stia in quella fascia di atmosfera dagli 0 ai 50 cm sul livello del suolo.
Se mi capita di vederli, oltre a non calpestarli, decido di farci su un bel post.
Poi me lo immagino, e mi metto a ridere da sola. Quelli che ridono da soli devono scatenare strane reazioni nella gente. Li vedo, che mi guardano straniti con lo spigolo dell'occhio destro (o sinistro, dipende se mi passano a destra o a sinistra). Comprimono la bocca come un wurstel cotto 5 minuti nel microonde a potenza 1000 W (provateci...), e fanno la faccia del primo dietro il carro funebre alla sfilata del funerale.
Fatta una non esaustiva carellata degli effetti visibili in ambiente outdoor, passiamo a fare un excursus sulle mutazioni genetiche createsi in me da quando sono una blogger:
QUANDO NON ERO UNA BLOGGER
- Avevo la manìa di scrivere le mie intuizioni su qualsiasi cosa mi capitasse a tiro. Sulla carta del prosciutto, dove poi mettevo i filini di grasso prima di buttarla. Sui pilastri dell'università, a matita; all'uopo mi sedevo sempre vicino a un pilastro. Sulle fatture di gas luce ecc ecc. Sulle fotocopie delle coinquiline.
- Quando avevo l'ispirazione notturna, mi alzavo incespicando nella notte, sempre con gran gioia delle coinquiline, e o ricadevo nel primo punto, o accendevo il pc. Davanti al pc, poi, tabula rasa.
- In realtà, stanotte ci pensavo, quando avevo una manciata d'anni, sufficiente a scrivere, ero già una blogger. Avevo un'agenda, ogni giorno, e più volte al giorno, seduta sui gradini di casa di mia nonna, postavo quintali di idee teorie dimostrazioni disegni pensieri. Chissà dove sono finite quelle agende. Se le trovo magari vi copio poi qualcosa.
ORA CHE SONO UNA BLOGGER
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Ogni cosa che mi succede intorno è un pretesto per fare un post.
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Ho tanti di quei post in testa che potrei postare ininterrottamente per tutto il giorno. Invece faccio come quando gioco a Machiavelli: mi vengono mille idee, ma ne uso una per ogni turno, tenendomi le altre come riserva. Salvo poi perderle tutte. Perchè nel frattempo me ne son venute 129458 altre. Ragion per cui, continuo a usare la tecnica di scrivere su tutto, perdendo in ogni caso nel marasma sia quello che penso che quello che scrivo (fortunatamente, direte voi).
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Mi è venuta voglia di conoscere tutti gli altri blogger che mi stanno simpatici (e anche quelli che mi stanno antipatici), mi chiedo se Farfulla è proprio quella della foto e come sarà dal vivo, mi dispiace di non essere più a Genova perché la Vale dice che è il mio alter ego basso e grasso e vorrei verificare, mi chiedo se Eio è proprio come me lo immagino, ma che dico, io Eio lo conosco già e in fin dei conti in certi casi la realtà supera l'immaginazione ;) , eccetera eccetera eccetera.
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Ho un motivo per correre di mattina in ufficio, unico punto di connessione tra me e il mondo della rete. DEVO INCOLLARE IL MIO POST prima di iniziare a lavorare.
tutto è vorticosamente cambiato
 Il mio blog: http://divadeglianni20.splinder.com/
La mia descrizione:
Chi sono?
Sono una donna alla soglia dei 30 anni….
o meglio lo ero..
Oggi ne avrei?
Forse 100 e forse più…
Sarei un vecchio fenomeno da baraccone.
Sarei la vecchia saggia del villaggio, sarei quella di cui ridere e piangere, per la ridicolaggine e la beata invidia che oggi vi suscita chi vuole succhiare la vita fino al midollo, fino all’ultimo dei suoi minuti.
Indissolubilmente legata al passato, a valori ed idee di cui forse a mano a mano che ve ne racconterò riderete, o forse no, lo scoprirò passo dopo passo,
si perché io vedo e vado avanti così, a passetti, soprattutto perché (mi) sono persa.
Mentre tutti correte, vi guardo e mi viene mal di pancia,
vi guardo e mi viene da ridere,
da gridare
“EEEEEEEEEEhhhhhhhh, ma dove ve ne andare tutti sempre di corsa?!”
“Ma che vita è la vostra!!!!”
Invece quella notte di 90 anni fa,
fuori dalla finestra è notte,
fuori dalla finestra è silenziosa la città,
la guerra è finita,
si respira ancora
si sogna
si pensa che tra 100 anni la vita sarà migliore…
Eccomi a voi diva di un tempo che fu, mi concedo ai vostri giorni per parlarne un po’ con tutti voi di come tutto è vorticosamente (e forse rovinosamente) cambiato!
Mi aspetto, e vi chiedo, un po’ di aiuto, un po’ di orientamento,
purtroppo non esiste l’ufficio persone perse nel tempo!
Eccomi a voi in tutto il mio antico e nuovo splendore!
ora mi fermano addirittura per strada!
 Il mio blog: http://aenimation.splinder.com
Un giorno esco da lezione di chitarra, fischiettando nella mia testa le ultime note suonate, e vedo un ragazzo a pochi metri da me che mi fissa incuriosito, non sa se parlarmi, è perplesso e quasi impacciato. Ricambio lo sguardo, ancor più perplessa di lui, e vedo che timidamente mi sorride e si avvicina. Rimango immobile con le braccia lungo i fianchi, e lui, con i suoi grandi occhi azzurri prende coraggio mi dice: "Ehi, tu sei aenima!". Già, io sono aenima! E tu, chi sei? Rispondo imbarazzata. "Oh, non mi conosci, leggo il tuo blog su splinder, ti ho riconosciuto dalla foto..". Fantastico, penso, ora mi fermano addirittura per strada! Piacevolmente sorpresa gli stringo la mano e mi presento, Ciao, io sono Francesca! Ricambia il saluto e ce ne andiamo ognuno per la sua strada. Non credevo che qualcuno potesse fermarmi per strada chiamandomi per nickname, e non credevo nemmeno che qualcuno seguisse davvero il mio blog.. Ma in realtà qualche sano perditempo esiste ancora, e fortunatamente ogni tanto passa da me a lasciarmi un commentino. Il mio blog è nato per puro caso, come molti del resto, volevo semplicemente cimentarmi nell'html. Ci presi lentamente la mano, e lo trasformai da cantiere a diario segreto. Non troppo segreto però, sfortunatamente si sparse la voce e tutte le mie compagne di classe iniziarono a visitarlo, impedendomi così di sparlare liberamente di loro. Così, da segreto si passò a personale, e personale è tutt'ora. Mi piace scrivere quello che mi succede durante il giorno per evitare di ripeterlo a tutte le persone che conosco, mi piace tenere aggiornata la mia testa scrivendo, mi piace spettegolare sul mondo in generale, e riflettere sulle cose piu dimenticate.. Ma la cosa che adoro di più, è farmi due risate rileggendo i post più vecchi che ho scritto, dove faccine sorridendi e allegria sbucavano da ogni virgola, e dove oltre ai compiti in classe e a ragazzi brufolosi non avevo altri pensieri.
Pensieri
 Il mio blog: http://www.nabladue.splinder.com
È sempre difficile parlare di sé, soprattutto, se qualcuno lo ha già fatto per te, perchè farlo?
Nei suoi ritratti lamiranda scrive:
Eccoci ai nuovi ritratti dei miei amici, oggi inizio dal signor Nabla2. Mai visto , se non per un'occhietto vispo e una frangia del suo avatar, penso sia una delle menti più particolari di questa blogosfera. Un matematico, no , un filosofo, no, un antropologo… tutto questo e molto di più! La cosa gagliarda è che all'inizio lo pensavo donna, forse per la frangia ambigua, boh, invece è un cavaliere secondo me, uomo d'onore, educato, un po' all'antica nei modi, ma dal pensiero moderno. E' sempre interessante, anche quando pare poco alla mia portata, mi ricorda i miei studi classici, quando cita Platone piuttosto che Epicuro, penso sia giovane, e lo trovo pure parecchio simpatico, perché riesce a non farsi pregiudizi di sorta. Io lo vedo come un surfer, magari neanche nuota…per me è uno che cavalca le onde, sempre alla ricerca di quella perfetta, è come il suo blog, non incostante, semplicemente alla ricerca di qualcosa di giusto da dire. Lui la vede l'onda giusta , e va alla grande con la sua tavola, poi con calma, si mette al bar della spiaggia a fare chiacchere con gli amici, su quell'onda, su come l'ha presa, sulla potenza , la forza del mare, e a volte si perde in quel bar zeppo di amici, tanto da far pensare che mette via la tavola…ma no, sta solo aspettando un'altra onda!
Ho aperto il blog per caso, sotto la spinta di un'amica, il mio primo "chi sono" è stato:
"A volte, quando si fa una cosa non si sa perché si fa, si sente solo il bisogno di farla"
Questo bisogno poi si è trasformato in Pensieri. Il caso in una passione.
All'inizio non avrei mai pensato che con gli argomenti che proponevo, mi avrebbero letto, tanto meno commentato. Dopo poco tempo invece sono rimasto sorpreso dalla bellezza e profondità dei commenti.
Ora il mio intento è quello di portare avanti un blog con questo senso: non prevaricazione e lotta tra ideologie, ma voglia di ragionare e capire insieme. Credo nel Dialogo e cerco di creare un ambiente armonioso in cui ci si possa confrontare nel rispetto delle idee altrui, senza aver paura di dire le proprie.
Un'esperienza bella e interessante
 Il mio blog: http://curlyandtheuniverse.splinder.com
Il profilo, nel mio blog si presenta così:
UN GIORNO HO SCRITTO A UN AMICO... a volte preferisco andare a picco con la mia nave e sperare in un naufragio fortunato... in qualche bell'isola tropicale... ma poi mi ritrovo ancora aggrappata ad un pezzo di legno in mezzo al mare in balia delle onde. Mi aggrappo al pezzo di legno e spero che mi porti dove voglio veramente arrivare... ma è un viaggiare passivo... mi ritrovo a non avere la forza per nuotare o decidere io la rotta che deve prendere il legno... ehm lo so è un po' complicato da spiegare... molto complicato... come ha detto una volta un mio caro amico... se qualcuno cercasse di capire quello che veramente mi passa per la mente o che voglio veramente finirebbe per impazzire... o come dice mia madre... non sarò mai felice perchè non troverò mai quello che cerco! Ma continuerò ad inseguire un qualunque sogno che mi dia una ragione per vivere...
Usare il blog con parsimonia, senza strafare
 Il mio blog: http://iburobar.splinder.com
Sono ormai quasi tre anni che esiste il mio blog, dopo che per mesi dei blog avevo sentito solo parlare e non mi ero mai interessato a scoprire cosa fossero. Poi un mio amico mi ha invitato a visitare il suo e, quando ho visto la partecipazione degli altri e la possibilità che offriva di legare anche con persone che già conoscevo di persona, ho pensato di aprirne uno anch’io.
L’ho fatto, però soprattutto perché avevo bisogno di uno spazio in rete facile da aggiornare e in grado di pubblicizzare la mia attività di scrittore. Per prima cosa ho pensato al nome, tirando in ballo il protagonista del mio primo romanzo edito e firmandomi come lui. Da quel momento in rete ho assunto questo nickname, Iburo, con cui molti mi conoscono, benché il popolo dei blogger sia insondabile come un oceano e io non ne rappresento che una goccia.
Adesso sto raccogliendo i post migliori per trarne un libro e, nel frattempo, ho aperto altri due spazi, uno dedicato a Torino, la mia città e l’ altro alla letteratura fantastica, una mia vecchia passione.
Grazie ai blog ho conosciuto anche altre persone, alcune delle quali ho incontrato direttamente e con cui ho un ottimo rapporto, e qualche volta mi sono infatuato (per l’amore vero ci vorrebbe uno sforzo in più, magari frequentarsi).
Personalmente scrivo quando ne ho voglia e quando mi sembra il caso, non mi piace aggiornarlo ogni giorno e se posso evito di farlo. Non scrivo mai più di un post al giorno, l’ho fatto pochissime volte. Come ogni strumento di comunicazione, ritengo che funzioni bene solo se usato con parsimonia, senza strafare. Preferisco che siano altri a venire a leggere e magari commentare, fino a quando esisterà, almeno…
la possibilità di tornare indietro
 Il mio blog: http://rotatoria.splinder.com
Per un paese intero la rotatoria rappresenta il cuore pulsante di ogni attività, emozione, fragilità, forza, dolcezza, ingenuità, sregolatezza, libertà, genio, tenerezza, determinazione, sicurezza di sé, autocommiserazione, insicurezza, autostima, bellezza, disorientamento, fanciullezza, lotta, spregiudicatezza, religiosità, sensualità, misticismo, popolarità, dipendenza, autonomia e individualismo.
Se digitassimo rotatoria su wikipedia scopriremmo che : “La rotatoria presuppone per sua stessa natura e concezione la pariteticità delle strade che collega, e pertanto risulta complessa la gerarchizzazione di strade di importanza e portata di traffico fortemente differenziate, e o la discriminazione nelle precedenze fra mezzi pubblici e mezzi privati.” E qui sta il punto di osservazione corretto, sulla rotatoria ci sto io e ci stai tu, non c'è distinguo il senso di direzione è quello.
Il 17 dicembre 2006 la rotatoria è stata inaugurata, e cosi anche un racconto che non si sa che direzione prenderà, potendo correre il rischio anche di sbagliare strada, ma la rotatoria, per sua stessa natura, offrirà una possibilità in più.... quella di tornare indietro.
Se vuoi far parte anche tu di PRIMEROULTIMO e dei suoi strani personaggi che ci vivono, ti aspetto sul mio blog, l’idea è quella di creare un mondo scritto a più mani, con personaggi che graviteranno tutti intorno alla rotatoria.
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