In questo spazio, vogliamo analizzare l'impatto sociale dello strumento virtuale che cambia il reale
...continua.


Raccontaci anche tu come il blog ha cambiato la tua vita, inviando un post e una foto alla redazione di Splinder :-)

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Last call per
giovedì, luglio 26, 2007
TEMPO SCADUTO! ;-)


Il momento è giunto: ultima chiamata per i blogger che hanno partecipato a Vita da Blogger e vorrebbero vedere pubblicato il proprio racconto :)

Mercoledì 1 agosto chiudiamo le ricezioni e inizieremo a organizzare il materiale pervenuto.

Un particolare invito lo rivolgiamo agli autori che hanno scritto la mail per partecipare ma non hanno ancora inviato il fax con la liberatoria. Ricordatevi di fare anche questo entro e non oltre mercoledì 1 Agosto: la sola mail infatti non può essere ritenuta sufficiente per autorizzarci alla pubblicazione del post.

Chiaramente, visto il prolungamento dei termini, possiamo accettare candidature anche da parte di chi ha pubblicato il post in questi ultimi tempi.


A presto con altre news sull'iniziativa!

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (26)
nelle rubriche: libri, iniziative, il libro di vita da blogger



La traduzione del blog di una geisha giapponese
lunedì, febbraio 26, 2007
Mitsuko_maikoIl mio blog: http://mitsu.splinder.com

Chi è Mitsuko T. ? O meglio Mitsu, come si lascia chiamare sul suo blog. Mitsu è una maiko, una fanciulla di diciassette anni che apprende l’arte della geisha. Il 25 Novembre del 2005 è stata accettata in una okiya di Kyoto: sono così chiamate le o-chaya (teahouse) che addestrano e ospitano le giovani maiko. Da allora Mitsu si racconta in un diario on line che, per la grande popolarità, nella versione nipponica ha raggiunto i diecimila accessi al giorno. Cade quindi in Giappone uno degli ultimi tabù. Sul web infatti l’adolescente ha iniziato a descrivere il proprio percorso formativo, raccontando impressioni e riflessioni provocate da ogni sua nuova esperienza. Tradizionalmente quella della geisha è l'unica professione che richieda un tirocinio più lungo di quello di un medico, con materie che vanno dalla musica al teatro, dal trucco alla poesia e ai più vari argomenti di conversazione: se è sempre discreta, infatti, la più raffinata delle compagne femminili non può permettersi nessuna lacuna culturale. Altro che veline, letterine o paroline di televisiva memoria. Tra un post e l'altro, Mitsu parla della scuola di trucco oshiroi, che è assai più complicata della cosmesi di tipo occidentale, della gastronomia, con tutta la gamma di dolci e bevande in cui una vera geisha deve essere espertissima, dei tessuti, degli abiti, del portamento, definito in ogni minimo gesto e situazione, e di tutti quei dettagli che distinguono una geisha da una oiran (prostituta d’alto bordo). La parola geisha è composta da due caratteri giapponesi: sha, intrattenitrice, e gei, artistica. Se maiko vuol dire danzatrice, geisha significa artista e dunque si distingue radicalmente dalle oiran, a cominciare dal modo di portare l'obi (la fascia di seta rigida da avvolgere intorno al kimono) che viene stretta dietro invece che davanti come usano fare le cortigiane. Il mondo delle geishe sta lentamente scomparendo. Da ottomila che erano, prima della seconda guerra mondiale, si valuta che attualmente non ne siano rimaste più di un paio di migliaia, concentrate soprattutto a Kyoto, il bastione della tradizione. Una geisha apprendista impiega dai cinque ai sei anni per padroneggiare le sue arti, allenandosi duramente come un'atleta delle Olimpiadi e vivendo secondo una rigida etichetta, in fatto di abbigliamento e comportamento. Al termine del piano di studi se decide di sposarsi deve rinunciare all’ambito ruolo, altrimenti si potrà tenere in suo onore la cerimonia dell’erigae. Di conseguenza, non stupisce che siano poche le donne tentate a seguire tale apprendistato. Tuttavia, non si può dire che fare la geisha non sia più un'ambizione. Sono centinaia le mail che Mitsu riceve, ogni settimana, da parte di ragazze di tutto il mondo che le confessano di volerla imitare: sognano di diventare anch’esse delle maiko. Forse che quella della geisha, grazie al fascino di Mitsuko, sia destinata a divenire la professione più ambita del terzo millennio? Sorge però spontanea una domanda che abbiamo rivolto proprio a lei: cosa spinge una fanciulla di quindici anni a scegliere questo mestiere? “Amore, solo questo desidero. Ed ora so dove trovarlo. So perfettamente chi voglio essere: una geisha. Sensuale e perfetta, assoluta padrona dell’arte d’amare me stessa. Io voglio raggiungere la perfezione”. L'arte di amare giapponese ha dunque stregato anche il web ed ora una casa editrice italiana che, per il momento, preferisce restare in incognito, ha proposto a Mitsu di trasformare il suo diario in un romanzo. La giovane maiko ha accettato e quindi, da gennaio, potete leggere la traduzione in italiano dei suoi post sul blog che le ha dedicato la redazione. Non vi stupite se, scrivendo un commento, noterete che l’orologio del blog ha le lancette spostate in avanti di otto ore: ricordatevi che lì siete in Giappone. In attesa di leggere il suo libro potremo quindi assaporarne la poesia su Splinder.

Postato dalla Redazione | p-link | commenti (7)
nelle rubriche: libri, lavoro



ho realizzato il mio sogno più grande
venerdì, luglio 28, 2006
Il mio blog: http://blackwingedroses.splinder.com

Fino ad un anno fa sapevo poco e niente del mondo dei blog… Era una sera d’agosto e mi trovavo in casa come succedeva ormai da un mese, una delusione d’amore, tanta tristezza e rabbia dentro il mio animo, e la “decisione” di vivere da eremita, un giorno come un altro fino a quando un’amica mi fece vedere il suo blog, e mi spinse, forse per rompere la mia apatia ad aprirne uno. Così iniziai ad imbellettare la mia “casa” virtuale, ricercando il template più adatto, qualche immagine che lo avrebbe personalizzato, semplici operazioni che distraevano la mia mente dalla sofferenza…

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nelle rubriche: libri



Grazie al blog ho pubblicato un libro
domenica, aprile 23, 2006
alice121Il mio blog: http://alice.splinder.com

Il blog può cambiarti la vita? E' una domanda che mi sono fatta circa un anno fa. Così ho creato una categoria: storie di blog. Per alcuni (personaggi) l'apertura del blog è stata liberatoria, ma per altri:

Senza complimenti non scrivo
Il sole era bianco e il termometro segnava 39 gradi.
Di andare al mare, come aveva proposto Stecca, non aveva voglia.
Sua madre imbastiva un cappotto appeso al manichino. Suo padre sfogliava il giornale, bestemmiando al ventilatore che gli gonfiava le pagine.
Lui, sigillato nella sua stanza 3 x 3 in cui s'insinuava un orribile odore di sugo spacca fegato,preparato con il pesantissimo olio del paese, litri ce ne versava, risparmiava su tutto meno che su quello, accese il pc. Bene, disse, vediamo come sta il blog. Controlliamo i complimenti.
La sera prima, sotto l'effetto di una struggimento pazzesco e di un cannone ultrapesante condiviso con Il Maratoneta, aveva scritto un post che avrebbe fatto furore, e seminato frasi argute su blog famosi e famosetti e sorrisi e saluti su quelli con pochi accessi, per un totale di 252 commenti.
Dovevano esserci altrettanti click di ritorno. Forse anche più!
E invece…

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nelle rubriche: libri, scrittura



il mio primo libro
mercoledì, aprile 12, 2006
Il mio blog: http://saltellando.splinder.com

Ciao,
mi chiamo Claudia Vaghi, ho 17 anni e abito in provincia di Milano. L’anno scorso, in aprile, ho aperto un blog : www.saltellando.splinder.com, che mi ha dato la grande opportunità di pubblicare la mia prima silloge di poesie già nel settembre 2005.
Infatti, tramite splinder, ho conosciuto uno scrittore – Alessandro del Gaudio - il quale mi ha segnalato una casa editrice: Il Foglio Letterario – presente su splinder – che ha in seguito pubblicato il mio primo libro di poesie dal titolo “DISPERSIONE” (tutti i riferimenti sul mio blog).
Vista la mia giovane età, questa per me è stata una grande opportunità e motivo di soddisfazione personale perché , al di là del puro ritorno economico, ho ricevuto un’enorme gratificazione morale e lo stimolo a continuare con orgoglio e tenacia il mio percorso letterario. In questo momento, sto terminando infatti la stesura di un romanzo fantasy, ambientato sul Lago di Como, che spero vivamente di pubblicare in tempi brevi.

Grazie ancora Splinder!

Claudia

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nelle rubriche: libri



La risposta è una: vanità
venerdì, marzo 31, 2006

Il mio blog: http://mianonnaincarriola.splinder.com

A "Galassia Gutenberg" di Napoli, due anni orsono, vi fu una sezione dedicata ai blog. C'erano i massimi blogger e si discusse di ONTOLOGIA BLOGGICA, insomma quei quesiti che avvelenano l'esistenza e portano in genere, a cagione di furibondi litigi, a rovinare irrimediabilmente amicizie di anni: il chi siamo?, il da dove veniamo? ed il dove andiamo?
Volli dire anche la mia e come è nello stile del mio blog, diedi una chiave di lettura cialtrona. Questo fu il mio intervento e senza che me ne accorgessi fui ripreso dalle telecamere di RAI 3 educational. Ho ancora il post che pubblicai il giorno dopo.
Dissi questo:

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nelle rubriche: libri, notorietà



l'imprescindibile voglia di continuare l'avventura
mercoledì, marzo 22, 2006

Il mio blog: http://mrpalomar.splinder.com

«Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni» dice Prospero ne La tempesta di William Shakespeare, ed è proprio quanto a me è capitato di sperimentare attivando il mio blog. Nel Settembre 2005, appena tornato da un viaggio lungo la storica Via della Seta mi lascio solleticare dall'idea di sostituire le classiche numerose proiezioni di foto agli amici con l'attivazione di un blog nel quale, confusamente allora intuitivo, avrei parlato di viaggi selezionando tra i numerosi scatti non i più prestigiosi, ma quelli che "raccontavano" o mi stimolavano a raccontare una storia. Il gioco mi ha preso immediatamente la mano ed ho cominciato a percorrere il tempo a ritroso - con alcuni flash su recenti viaggi - ed in avanti - con alcune proiezioni sulle imminenti programmazioni di nuovi.

Riscoperta, nella ricerca di nuovi soggetti di post fotografici, la cartella dove erano archiviate le foto del viaggio in Groenlandia in slitta compiuto nella primavera del 2005, ho ben presto capito - anche grazie all'approvazione di lettori che esulavano dalla cerchia ristretta degli amici - che si sarebbe trattato di un terreno fertile. Un giorno, nel corso di un incontro con due amiche di Torino alle quali stavo facendo vedere da un portatile alcune foto groenlandesi, commentandole stavolta a voce nello stesso modo che loro avevamo molto apprezzato nel blog, sono stato intercettato da un editore che mi ha suggerito e proposto di tentare la via di un libro fotografico.

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nelle rubriche: libri, feedback



Memorie di un black blog
martedì, marzo 21, 2006

Il mio blog: http://marsilioblack.splinder.com

Come penso sia capitato a molti, mi sono trovato ad aprire un blog quasi per caso, spinto dalla curiosità, senza un progetto ben definito. All’inizio del 2003, da qualche mese avevo cominciato a curare “Black”, una collana di narrativa noir edita da Marsilio, e mi sarebbe piaciuto che avesse una qualche forma di presenza in Rete. Senza budget e con conoscenze tecniche troppo scarse per farmi un sito da solo, la questione pareva irrisolvibile. Sapevo solo vagamente cos’erano i blog o weblog, quelle pagine WEB all’apparenza estremamente povere, composte da una fila di testi di lunghezza variabile contrassegnati da una data e da una o due colonne laterali fitte di link, in cui mi capitava sempre più spesso di imbattermi mentre facevo ricerche con Google, trovandoci informazioni utili e preziose.

Poi un giorno sono arrivato sulla home-page di Splinder, il più diffuso blog-host italiano, e mi ha attratto una scritta che prometteva la creazione di un weblog in tre minuti. Ho cliccato, seguito alcune istruzioni a prova di imbranato qual ero e sono, ed effettivamente una manciata di minuti dopo il mio “Black Blog” era attivo e operante, possedevo la mia personale finestra sul WEB. Il problema, ora, era cosa diavolo ci avrei scritto.

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E' la curiosità la molla di tutto
lunedì, marzo 20, 2006

Il mio blog: http://tittyna.splinder.com

È la curiosità, la molla di tutto. La curiosità è fondamentale, se vuoi crescere ogni giorno un po' di più, affinare i tuoi strumenti, lasciare il mondo meglio di come l'hai trovato. Quando, per la prima volta, scoprii la parola “blog” non mi limitai a pensare che fosse un termine tecnico, non feci semplicemente spallucce pensando tra me che non mi sarebbe mai servito saperlo. Nonostante fossi ancora sprovvista di computer, quella parola cominciò a ronzarmi nella testa fin quando un giorno, un computer entrò finalmente in casa mia.

Una ricerca su Google, pagine e pagine di informazioni e poi, improvvisamente, una strana consapevolezza. È “lo” strumento, e forse ci siamo. Stracciai i foglietti, sparsi un poco dappertutto, con i bandi dei concorsi letterari, presi i miei quaderni scritti a penna e stipati ovunque, nei cassetti e negli armadi, e aprii un blog. Il mio primo blog. Quello che è successo dopo, e che non era mai accaduto prima, è stato possibile proprio grazie al blog. Senza di esso, senza l'esercizio quotidiano della scrittura, senza i molteplici rapporti interpersonali nati e cresciuti proprio insieme al blog, non ci sarebbe stata la possibilità di crescere, confrontarsi, imparare da scrittori affermati e non, critici e giornalisti. Ma soprattutto lettori.

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Le mie visioni binarie
venerdì, marzo 17, 2006

Il mio blog: http://intreno.splinder.com

Mi chiamo Alice, e vivo ad Asti.
Ogni giorno salgo sul treno e vado a Torino, dove si concentra metà della mia vita. E' lì che studio, che lavoro, ed è lì che vive Matteo. Stavo andando da lui, nell'estate del 2004, quando ho incontrato Morpheus. Un uomo di colore, sui trent'anni, seduto di fronte a me. Non gli ho chiesto il vero nome, ma l'ho chiamato Morpheus, come il personaggio di Matrix, a cui assomigliava tantissimo. L'ho fotografato col mio cellulare e ho inventato una piccola storia per lui. Ho pubblicato tutto in rete. E' cominciato così. Da allora, non ho più smesso. Ogni viaggio una foto, o più d' una. Ragazzi, donne, uomini, bambini. Viaggiatori. Il viaggio ferroviario è un topos che mi ha sempre affascianata.
Gli scatti fermano il momento, catturano il tempo che passa, l'essenza della vita, l'unicità e insieme la banalità di ciascuno di noi. E' nato Visioni Binarie, un blog che in soli tre mesi è diventato libro. Ho cercato di raccontare le persone, le loro vite e le loro stranezze che si intrecciano o si sfiorano correndo su un binario alternativo, in una visione seconda e surreale.
A chi mi chiede: cos'è Visioni Binarie?, rispondo: è poesia visiva in forma di prosa. Al libro si sono aggiunti il Premio Speciale Blog Straniero Oscan 2004 e il Primo Premio Scrittura Mutante 2005. Naturalmente ci sono anch'io nelle Visioni Binarie. Le considero una finestra aperta sulle mie percezioni. Conservo sempre la leggera speranza che le mie piccole storie non smettano di meravigliare.

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Enrico Brizzi
martedì, marzo 07, 2006

Il mio blog: http://archiviomagnetico.splinder.com

Verso la fine del 2003 ho deciso di aprire un sito che radunasse i miei articoli apparsi nel tempo sui giornali, così come le recensioni ai miei romanzi. La mia esigenza principale era quella di avere uno spazio da gestire in prima persona, svincolato dalle redazioni dei diversi editori per i quali ho pubblicato.

È stato il mio webmaster il primo a spiegarmi cosa fosse un blog.
«Ti carico lo stesso template del sito su splinder» insisteva con fare sciamanico, «e vedrai che sarà comodissimo, per annunciare le presentazioni o conoscere i tuoi lettori».
Non ero sicuro di voler conoscere i miei lettori. Tutto quel che dovevo dire era già scritto nei libri. Mi imbarazzava, dire altro.
Però, per segnalare le presentazioni poteva essere uno strumento utile. Così ho accettato la proposta del webmaster e sono entrato nel nuovo mondo, irto di nicknames e adesivi antipixel.

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La notte dei blogger

Vogliamo inaugurare i post dedicati a voi, con una sorta di emozione collettiva. Risale a novembre 2004 l'uscita di "la notte dei blogger": la prima antologia di racconti scritta interamente da blogger, e coordinata dalla giornalista Loredana Lipperini che ha sempre strizzato l'occhio a questo mondo in diversi articoli apparsi  su Repubblica.
Pensate all'emozione che devono aver provato questi diciotto ragazzi, quando sono stati contattati da einaudi per scrivere il racconto. A parte alcuni casi, si tratta di esordienti totali nel mondo della letteratura. Tutte persone normali che un giorno hanno deciso di aprire un blog per scriverci tutto quello che passava loro per la testa. Ciò dimostra che quando si ha talento, si può venire notati anche in mezzo a centinaia di migliaia di diari telematici. Arrivare alle grandi case editrici partendo dal nulla non è più impossibile.

Diciotto persone che potranno dire "io ho pubblicato per Einaudi", grazie al loro blog. Magari le loro vite non sono cambiate, ma se non avessero avuto il blog, non avrebbero mai potuto prendere parte a questa iniziativa. Alcuni di loro non si sono fermati lì, e hanno proseguito la loro avventura.

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