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Il blog è la mia casetta virtuale
Il mio blog: http://acasaariet.splinder.com/
Sono approdata al blog dopo anni di internet attraverso le chat e la posta elettronica. Mi ha subito appassionato il discorso del "diario" e dello scrivere quello che si viveva di giorno in giorno, dato che io un diario l'ho avuto da quando ho imparato a tenere in mano una penna! La chat è stata per me molto deludente, lì si cercavano solo storie e incontri, poca voglia di amicizia e di scambi di opinioni. Invece nel mondo del blog ho scoperto degli amici, certo diversi dagli amici della vita reale (ma il blog non lo è?), ma forse anche per questo più obiettivi. Lì ti si conosce per ciò che dici e che pensi, per le tue opinioni e le tue idee, i sentimenti, gli sfoghi, le incavolature di tutti i giorni. Lì ti metti a nudo, al di là della fisicità, senza pensare a come apparire, ma mostrando la tua essenza "senza pelle". Ho iniziato per gioco nell'ottobre 2006, all'inizio senza internet giravo con la chiavetta usb dove appuntavo durante il giorno da scuola o dalla biblioteca i miei pensieri, poi, appena ho avuto la connessione internet a casa, ho postato con regolarità. Ho cominciato a pensare al titolo da dare, all'impaginazione, allo sfondo, alle frasi da inserire, a come descrivermi, anche queste cose sono comunicazione. Penso che il blog sia come una propria casa, da arredare e completare di giorno in giorno, e come la casa si evolve con te, cambia aspetto, disposizione dei mobili, quadri appesi, libri nella libreria. I bloggers sono i vicini del grande condominio che è questa famiglia, dove ci si impara a scoprire giorno dopo giorno, dove ti si da il consiglio che ti serve, dove puoi sfogarti senza temere di sembrare noioso, dove tutti possono dire la loro lasciando una piccola traccia sotto un post. Grazie al blog ho preso coscienza di tante cose che non sapevo, ho trovato tante persone che la pensano come me o al contrario di me, persone che hanno passato le cose che ho passato io, persone che hanno i miei stessi interessi, che mi hanno spiegato come cambiare il template, come aggiungere le foto o la musica, come rendere più accogliente la mia casetta virtuale... che poi tanto virtuale non è! E soprattutto mi hanno fatto capire molte cose di me che neanche io pensavo di avere.
Cristina
Il blog è il mio rifugio
 Il mio blog: http://ibelieveican.splinder.com/
Tutto iniziò in una mattinata estiva come tante. Allora ero una 14enne prossima ai 15. A rileggere il primo post e anche tutti i post degli anni successivi, non posso non ridere. Così buffo, ingenuo, innocente... Il mio blog nacque per caso. Ero una 14enne con una voglia matta di vedere i Blue, ve li ricordate? Oh, io sì, quante lacrime versate per loro... In quel periodo ero un'assidua frequentatrice del loro forum. E' stato li che ho iniziato a sentir parlare di questi "blog". Così, un giorno, vedendo che tutti lo avevano, lo creai anche io. "Speriamo duri!!" scrissi come esordio. E chi l'avrebbe detto che il blog di una quasi 15enne sarebbe cresciuto con lei, accompagnandola fino all'anno dei 18? Rileggendo tutti i miei post, mi viene spontaneo sorridere. Ed è così strano vedere come la Laura descritta in un blog, e la Laura in carne ed ossa possano essere così diverse.
Il mio blog è diventato il mio rifugio. Un luogo in cui posso annotare tutto. In quel blog ci sono tutti i miei ricordi, i miei amori, le mie lettere, i miei sms, le mie delusioni e le mie conquiste. TUTTO. Rileggere come il mio stile di scrittura e di pensare, possa essere cambiato è impressionante...
Nel blog c'è un buco di circa sei mesi. Perché poi? non lo so nemmeno io. Forse perché tutto mi sembrava così spento che rinunciai anche a scrivere. Ma adesso eccomi di nuovo qua. PC sulle gambe, voglia di scrivere a mille.
La cosa che più mi spiace è che con il tempo molti blog tra i miei link amici sono diventati inattivi e quelli attivi magari nemmeno si ricordano di me. Ma un anno nuovo è appena iniziato, possiamo ricominciare tutto da capo. Ho un'unica speranza: che questo blog, dato che ha raccolto più che altro sfoghi e malumori, possa diventare la testimonianza di un 2008 indimenticabile!
Il risveglio delle mie passioni
 Il mio blog: http://this.splinder.com
Il mio blog nasce dal risveglio delle mie passioni. Che per lungo tempo (anni) si sono assopite. Non e' troppo personale, perché ho riscontrato, quando ne avevo uno personale, che non mi faceva bene. Questa volta, do il libero sfogo a quella parte di me, che pochi conoscono, che a volte non oso far uscire fuori, benché sia tra le cose più normali e comuni che ci possano essere. Oscar Wilde diceva, - Ogni uomo mente, dategli una maschera a vi dirà la verità -. Ecco, io l'ho tolta la maschera, e' rimasta solo una leggera copertura di frasi talvolta criptiche, talvolta da bambini piccoli, ma sentite dal più profondo del cuore (e dell'anima).
La sindrome del blog post partum
Il mio blog: http://crylan.splinder.com/
Cari cittini, oggi vi racconto in breve la mia blog-story, che è anche un pò la storia del mio dopo parto. Le due cose sono andate infatti di pari passo.
La mia vita da blogger inizia col nick "serenapanzani", cioè nome e cognome, della serie "sputtaniamoci ben bene". Dopo avermi conosciuta qua vi sembrerà strano e paradossale se vi dico che questo blog nasce da un forum sulla "DEPRESSIONE POST PARTUM"....Eh, si, la maternità per me non è stata esattamente "YUHUUUUUUUU, CHE FIGATA, ORA SONO UNA DONNA COMPLETA", ma più che altro una cosa tipo : "UEEEEEEEEE UEEEEEEEEE UUUUUEEEEEEEEE UUUUUUEEEEEEE UUUUUUUEEEEE, SNIF SNIF SNIF.....COME SIAMO SOOOOOOOOLI, COME SONO GRAAAAAAAAAAAAASSA, SONO UNA MADRE DEL MEEEEEEEEEENGA, ERA MEGLIO SE QUEL GIORNO CHE MI SONO TRASFERITA QUA ME NE ANDAVO ALLA PESCA A STRASCINO SUL FIUME CORNIA" e così via. Così i miei post su quel forum erano ispirati alla filosofia del più totale pessimismo cosmico.
Poi un giorno mi sono detta: ok, mi lamento, e le cose non migliorano...proviamo a riderne, per lo meno mi sembrerà tutto meno grave. Così è nato il blog, in realtà ne ho più d'uno..
http://blog.alfemminile.com/blog/see_259086_1/Barbamamma-e-il-suo-barbablog che è quello originario
http://it.youtube.com/profile?user=crylandia con i video demenziali
e ovviamente http://crylan.splinder.com/
Si sono moltiplicati perché dalle nebbie di Avalon sbuca una vecchia conoscenza,che qui chiamerò Betta, perché così si chiama,.che ha trovato lavoro nella redazione "The blog tv", e mi fa: "abbiamo pensato ad un progetto per le mamme, inviaci i tuoi video, scritti, e cose che raccontano il tuo essere mamma" Così sono nati i miei video demenziali, ed è nato anche un certo entusiasmo ad arricchire la mia vita... Ecco il link dove troverete il sito del progetto, che si chiama mammenellarete.
In breve da questa idea nascerà anche una trasmissione televisiva, fatta proprio dalle mamme con i loro video... e ... surprise surprise... nello spot che gira già in tv, trovate anche la vostra crylan, che gnippete gnappete senza trucco né parrucco si mostra in tutta la sua sciatta naturalità...alle prese con la più gretta quotidianità... hi hi hi... La trasmissione andrà in onda su Discovery Real Time, se non avete il satellite è un'ottima occasione, a meno che poi vostro marito non vi si attacchi per guardare le partite tipo Bosnia-Galatasarai..e allora non dite che non vi avevo avvertito..
La poesia, lo so, è un bene difficilmente commerciabile
Il mio blog: http://velvetyscarlet.splinder.com/
Non credevo che tenere un blog potesse essere così stimolate: da quando anch'io mi sono gettata nella rete, la mia vena poetica (se così si può chiamare) è tornata a pulsare più viva che mai. La ragione che mi ha spinta a prendere la decisione di pubblicare le mie poesie in un blog è che la poesia è poco letta, territorio frequentato solo da pochi, e quindi il fatto di poterla leggere e pubblicare senza tirar fuori una lira - oops, un euro - potesse rappresentare un incentivo per la sua diffusione. La cosa che mi piace davvero e più di tutte è la possibilità che chiunque ne abbia voglia possa dare una lettura - non importa se veloce - alle mie ragazze e magari lasciare una critica, un incoraggiamento o comunque un segno che ha perso cinque minuti dal suo tempo con le mie poesie. Si dice che soltanto gli stupidi continuino a scrivere poesie dopo l'adolescenza. Spero di non rientrare in questa categoria
Il blog come autoanalisi
Il mio blog: http:/www.riccarda.splinder.com
Ho, dopo vari tentativi di comunicazione nel mondo di internet, trovato il modo di esprimermi sia in termini estetici, con foto, disegni e altro, sia la possibilità di entrare in contatto con persone che sono più simili a me di quanto potessi immaginare standomene sola a casa.
Per esperienza di vita vissuta, so che parlare di “depressione”, la mia, annoia da morire.
Annoiava me perché a suon di analisi, bisogni insoddisfatti, terapie, e irritazioni varie nello scontrarmi con lo scetticismo o approssimazione altrui mi aveva esasperato.
Annoia spesso tanti interlocutori perché quando uno ti chiede : Come stai?, se tu rispondi sempre che non va bene, alla fine ti evitano. E se anche non ti sei già isolata da sola, ci pensano gli ultimi tuoi amici a farlo.
Ma il mondo non è fatto solo di depressi, per fortuna.
Ci sono anche persone che comprendono e non perché sono missionari o dediti alla pietà. Può essere che abbiano passato sulla propria pelle, o perché semplicemente intelligenti, o perché ancora sono intelligenti e sono stati per un periodo depressi, e sanno cosa significhi comunicare e far conoscere ogni aspetto della verità.
Non c’è solo il mondo della sanità, della salute o dell’efficienza.
C’è anche un mondo fatto di piccoli particolari, che come in un caleidoscopio tende a scomporsi e riunirsi in altri aspetti a volte affascinanti, a volte sconvolgenti e drammatici.
Fare un viaggio di comunicazione con alleati che ti credono perché non c’è motivo che tu possa far credere cose diverse in questo contesto, che ti stimano, se ti hanno scelto a prescindere, perché tanto non ci guadagna nulla nessuno… ti da una fiducia diversa rispetto al “mezzo”
Qui, mi sento in una situazione abbastanza simile a quella che dovrebbe essere un ambiente “personale”.
Nessuna forzatura.
Faccio, scrivo quello che mi va e qualcuno mi sta vicino perché ha voglia di farlo.
Poi, meravigliosamente, scopri il mondo di altre persone senza dover per forza “corteggiare”.
E anche questa è un’esperienza nuova per me.
Mi affaccio ad una finestra di un cortile che è ampio e variegato.
Ognuno ha una realtà diversa e per qualche aspetto vi trovo qualcosa che mi appartiene.
A volte mi sento l’esperta della situazione, a volte chiedo aiuto a chi considero più preparato di me e ciò non mette in pericolo la mia autostima, anzi. Sembra che, seppur nel virtuale, ci sia un po’ di giustizia.
Alla fine, la cosa che mi ha stupito di più è di avere altre DONNE come amiche.
Nella vita reale, là fuori, non so per quale motivo, ho sempre trovato l’inimicizia, la competizione, la falsità.
Beh non voglio dire che bloggare sia perfetto, ma mi ha dato la dimensione per poter esprimere quello che ho voglio di esprimere, senza dover entrare in conflitti personali e provare vergogne o competizioni esasperanti.
Ci sono anche personaggi che passano e dicono una cosa qualsiasi nel contesto di una foto o di un titolo del post, senza capire l’argomento e quindi dicendo assurdità.
Beh ciò mi diverte anche.
E’ simpatico pensare che c’è chi entra in un bar e chiede mezzo chilo di fagioli, no?
Così si esorcizza anche un po’ il tono drammatico che magari sta prendendo l’argomento
Questo è, per me, esprimere la mia depressione, il mio percorso individuale, sentirmi di aiuto con la mia esperienza per qualcuno che può averne bisogno. In una specie di autoanalisi che mi accompagna e che mi insegna ancora qualcosa.
Krishna, perché non dedicargli un blog?
 Il mio blog: http://isvari.splinder.com
Krishna! Chi di voi nella sua vita non ha mai udito questa armoniosa quanto benefica vibrazione sonora?
La s si pronuncia morbida come in sci per renderla ancora più amabile, se questo fosse possibile.
Krishna significa "l'infinitamente affascinante"; ne abbiamo incontrate di persone fascinose ma vi asssicuro che nessuno lo è più di Lui, perchè Lui possiede tutte le opulenze all'infinito. Ci sono persone ricche, ma Lui è il più ricco, ci sono persone belle o molte belle anche bellissime a volte, ma Lui è il più bello, ci sono persone austere ma lui è il più austero, ci sono persone potenti o famose ma lui è il più potente e il più famoso.
Ecco il perchè del mio blog, parlerò di Lui, di Krishna e se non vorrai che la tua vita venga radicalmente sconvolta, non venire mai a leggerlo.....
Rivoluzionarie
 Il nostro blog: http://lelleazonzo.splinder.com
Il nostro è un blog collaborativo.
Collaborativo perchè dietro tutto ciò ci sono due piccole menti malate che hanno pensato bene di mettersi in coppia e vedere cosa ne nasce. Pensiero questo, nato più o meno un paio di mesi fa, quando cercavamo un modo di raccontare noi e le nostre passioni.
Le idee sono tante e brillanti (speruma) quindi con un attimo di piazienza dei nostri visitatori e tanta buona volontà nostra potremmo divertirci parecchio.
Due cose FONDAMENTALI urge spiegare: amiamo il cinema e nel nostro blog ne discutiamo notevolmente e siamo LELLE (omosessuali) abbastanza, nel nostro piccolo, rivoluzionarie (seeeeeee ma tiratela di meno va).
Bè possiamo dire che viviamo in quel di Torino, città che entrambe amiamo in maniera spasmodica, probabilmente; personalmente non vorrei vivere in altre città. Le sue vie del centro silenziose di notte, i suoi giardini e parchi cittadini (io li amo proprio tanto, ci ho passato momenti bellissimi) e poi la Mole... che dire della Mole!? bè che è un opera architettonica delle più particolari e simboliche e poi come si fa a non amarla in quanto ospita al suo interno il Museo Del Cinema!!! ...cioè parliamone è il mio mondo dei balocchi. Infatti, io e Miss Patacca abbiamo deciso di usarlo come simbolo nel nostro blog, insieme alla pellicola cinematografica e, ovviamente, alla bandiera Rainbow: simbolo incondizionato dello'Orgoglio Omosessuale. In quanto noi omosessuali e orgogliose non poteva mancare no?!
Vorremmo provare a mischiare le nostre tre carte -Torino-cinema-lelle- e vedere cosa viene fuori. Non tutto però vorremmo avesse il tocco dell'omosessualità perchè il nostro viaggione nella vita non è solo quello.
Quindi aspettatevi Cinema a 360° e magari un po di tutto e di più, alla fine un'idea chiara di cosa verrà fuori non l'abbiamo neanche noi, solo giorno dopo giorno vedremo i risultati.
MissPride
un'isola felice nelle isole felici
 Il mio blog: http://ws.splinder.com
Quando ho incontrato internet attraversavo senza guardare una strada fatta di domande senza risposta, la mia vita chiedeva spazio che non sapevo trovare, da internet, in generale, sono passato ai forum, poi alle chat, poi ai blog, quando ho creato il mio primo post su splinder ho capito che un po' di quello spazio che cercavo e un po' di quelle risposte che attendevo, avrei potuto trovarle qui.
E allora complice la mia costante insoddisfazione ho cambiato un sacco di nomi ed indirizzi e template, come se attraverso questi stilistici cambiamenti avrei potuto dare nuova forma al mio essere reale.
Per me, il mio blog ora è un isola felice nelle isole felici, cerco di scrivere con assoluta tranquillita' e convinzione, annuso le mie pagine che sanno di odori casalinghi, tipo l'odore che rimane in cucina dopo avere cotto una bistecca sulla piastra, o quando cade un po' di miele sul piano di lavoro e svogliatamente lo asciughi con la spugnetta, e lascia uno strato appiccicaticcio per giorni, a volte ci sento gli odori di mia madre, unica superstite di una famiglia, la mia, che abbraccia due continenti.
Attraverso lo specchio a volte opaco delle mie pagine, vedo un me stesso che ridacchia di me, e sento brividi e avverto piccoli suoni…. In definitiva ws.splinder.com è parte della parte che ho sempre messo da parte, un po' come una scorta di parole in una cantina fatta di autoipnotismo e noia e passioni irrisolte.
un'immagine di me che non fa mai acqua
 Il mio blog: http://emptyvessel.splinder.com
L'idea di scrivere in un blog mi ha subito affascinato, forse proprio per la sua peculiarità di poter essere visibile a tutti... non trovo che questo sia un male, anzi...
Io, di mio, non ero mai riuscita a scrivere un diario normale della mia vita, mi stufavo dopo poco... come si fa a scrivere sapendo che non hai nessuno a leggere ciò che dici? I miei pensieri io li conosco già, metterli per iscritto non avrebbe senso: il blog invece mi permette di parlare a qualcuno, anche se imprecisato, e allo stesso tempo non mi obbliga a dare spiegazioni, prendendo il meglio di una conoscenza e di un diario privato.... posso dire ciò che penso, scrivere una poesia se ne ho voglia, inventarmi un personaggio, una storia, una vita... e sono sempre io... e vengo apprezzata per quello che scrivo e per come lo scrivo...
Ma il blog per me non è solo questo, il blog è un'immagine di me che non fa mai acqua, è un mondo che mi permette voli pindarici di fantasia senza essere considerata una pazza, una piattaforma per nuove conoscenze, un supporto per la mia creatività, dalle impostazioni del template, all'uso delle immagini, del sottofondo musicale... permette di mostrare parti di me che esistono e che non sono contemplate nella vita "normale", ma non per questo dovrebbero andare perse...
Insomma... ormai è indispensabile, se non esistesse toccherebbe inventarlo...
Intervista
 Il mio blog: http://www.thebestblogintheworld.splinder.com
- Buonasera signorina O0oSuNsHiNeo0O
- Buonasera a lei
- Innanzitutto i miei complimenti per il cappellino con l'elica
- Grazie mille
- Qui tutti ci stiamo facendo la stessa domanda
- Ah!
- Non la immagina?
- Veramente non ricordo dove l'ho comprato, magari chiedo a mia madre
- No, no, non ci siamo, non ne ha proprio idea?
- Per niente
- Allora eccola qui: come le è venuto in mente di aprire un blog?
- Sa, signor intervistatore, un bel giorno stavo scrivendo minchiate sul mio diario segreto con tanto di lucchettino e cazzetti vari quando ad un certo punto mi resi conto che, Dio, stavo scrivendo cose veramente esilaranti, non so se mi spiego. DOVEVO condividerle con qualcuno. Iniziai quindi un intenso rapporto con l?orsetto che abitava le pagine di suddetto diario ma quest'ultimo non si dimostrò all'altezza. Abitava dentro un cuore e mi guardava perennemente con due enormi e nerissimi occhi tristi. Beh, un bel giorno mi ruppi le palle di tutto ciò e aprii un blog.
- Lei, signorina, aprì un blog perché il suo diario non le dava soddisfazione?
- Non solo. Anche perché sono eccentrica e ho le manie di protagonismo.
- Sa che sono grossi difetti vero signorina?
- Certo che lo so.
- E sa anche che al mondo, della sua vita privata, interessa ben poco?
- All'inizio infatti riflettei molto sul fatto che al mondo, forse, della mia misera vita non gliene frega una ceppa. Ma poi, sa, la voglia di diventare un caso mediatico ha vinto su tutto.
- Lei è diventata un caso mediatico?
- No
- Ah!
- Già!
- Come il blog ha cambiato la sua vita?
- Non l'ha cambiata affatto. Prima scrivevo cazzate in un posto, ora in un altro. La differenza è che nel nuovo spazio c'è anche qualche disperato che si perde in commenti. Positivi o negativi che siano.
- Per la maggior parte?
- Positivi
- Bene, ha conosciuto nuova gente tramite il suo nuovo blog?
- Assolutamente sì. Sa com'è, l'orsetto, quello del diario, credo che lui fosse orfano, mi segue? Quindi non ho mai domandato nulla su parenti e amici. Io parlavo, scrivevo e cazzeggiavo e lui mi osservava. Con occhi grandi e tristi. Ora invece ho alcune conoscenze virtuali.
- E' soddisfatta del suo blog?
- Assolutamente no. Il 90% dei visitatori non commenta e io li capisco, scrivo talmente tante puttanate che poi non c'è più altro da dire. Non mi piace quello che scrivo né come lo scrivo. Ma sono eccentrica. Ho le manie di protagonismo. Lì sono Dio. E questo mi basta.
- Bene, in conclusione: lei ha iniziato a scrivere un blog perché l'orsetto che abitava le pagine del suo diariuccio non le dava soddisfazione e fondamentalmente a causa delle sue pressanti manie di protagonismo.
- In sostanza sì
- Bene, vuole lanciare un messaggio al mondo?
- Sì ecco, io volevo dire: non abbandonate i cani, non drogatevi, viva la pace, abbasso la guerra e un saluto a tutti quelli che mi conoscono.
- Lei si è appena sputtanata a vita
- Ho solo anticipato lo sputtanamento, se vanno sul blog mi sputtano lo stesso
- Già!
- Già...
- Arrivederci
- Arrivederci
un modo per esprimersi e farsi conoscere
Il mio blog: http://fokinarulez.splinder.com
Detto questo, pensiamo ad un bel modo per raccontare la mia esperienza. Sì, perché bisogna essere originali e diretti, se si vuole comunicare qualcosa a qualcuno. Non bisogna esagerare con i giri di parole, non essere prolissi, ecco. Anche se in realtà il mio prof di lettere una volta mi disse che la mia scrittura è un po' Barocca. Sarà stato un complimento?
Ecco appunto, dicevo che non bisogna esagerare ed io sto già divagando. Non divaghiamo, non divaghiamo.
Splinder. Splinder l'ho conosciuto, tramite un amico, nel 2004. Lì per lì ho voluto provare anche io, solo che pensavo di avere dei problemini tattici di carattere tecnico (l'html, ad esempio) ma poi mi sono convinta. Ed ecco che è iniziata la mia avventura nel mondo dei blog. Il blog può essere di varia natura, o almeno così dicono. C'è quello personale, quello musical-letterario, quello politico, quello chipiùnehapiùnemetta. Io credo che OGNI blog sia personale, nel suo piccolo. Un modo per esprimersi e per farsi conoscere. Non necessariamente per "essere famosi", essere delle BLOGSTAR, cosa che ultimamente sta prendendo sempre più piede (le mode arrivano anche qui, no?), ma solo per condividere con una comunità i propri pensieri e punti di vista. Perchè è questo il bello di una comunità: trovare un elemento comune su cui parlare, discutere e confrontarsi. La mia esperienza con il blog è stata talmente bella che grazie ad esso ho conosciuto molte persone con cui ho instaurato un profondo rapporto d'amicizia e con cui riesco addirittura a vedermi dal vivo, nonostante si abiti a centinaia di chilometri di distanza.
Chi tenta di analizzare il motivo per cui si apre un blog, secondo la mia modesta opinione, deve limitarsi al capire che ogni persona sente il bisogno di comunicare. E questo è uno dei tanti modi per farlo. Oltretutto, senza spendere niente e potendo esprimersi graficamente come si desidera. Meglio di così...
fragile spazio di ricordi e poesie
 Il mio blog: http://ilnerogrimorio.splinder.com
Una coincidenza,mi dico,quando per la prima volta dopo mesi dal mio primo intervento nel blog mi risolvo nel dare un'occhiata a quel "Vita da Blogger", che mi ha sempre incuriosito ma mai ho avuto il tempo di esplorare. Perchè ho deciso di tenere un blog... forse non l'ho fatto. Semplicemente una sera,tornata a casa dopo una giornata stressante, dopo le ennesime delusioni, ho sentito il bisogno di sfogarmi con qualcuno che non mi conoscesse,di raccontare a quanti più sconosciuti possibili ciò che mi succedeva e ciò che mi passava per la testa. Quale mezzo migliore se non Internet, la Rete,il World Wide Web? E così ho cominciato a scrivere nel mio piccolo spazio spoglio, che in seguito (dopo essermi un poco impratichita con l'html, me imbranata) sono riuscita ad arredare e decorare a mio gusto. Però, ripenso, strano che sia capitata qui appena dopo aver postato quelle particolari parole... mi sono sembrate le più adatte per descrivere il mio piccolo diario online, fragile spazio di ricordi e poesie. Perciò,dopo tanto tempo continuo a scrivere...
"Scrivo una ragazza dall'anima nera e gotica dentro. Che parla con le ombre e gioca a nascondino con I gatti. Scrivo intelligenza e malizia, scrivo una grande voglia di vivere,soffocata dalla consapevolezza amara che il mondo è cattivo. Almeno con lei.Scrivo piccole follie e lunghe notti estive a guardare le stelle accendersi una a una. Scrivo caos e sogni, scrivo solitudine, scrivo ricerca di calore umano nei posti sbagliati. Scrivo di me..... ops,ho già scritto."
Che dire di più... un blog pazzo, da leggere e assaporare con calma, a tempo di musica. Uno spazio dove tempo e fretta si spengono nella luce di una candela. A Moment Before the Dark...
Una stanza tutta per me
 Il mio blog: http://lastanzaviola.splinder.com
La stanza viola è un luogo, fisico e virtuale.
E' la mia camera da letto, il *mio* spazio all'interno di Casa delle Bische, un appartamento - di studenti e non - decisamente fuori dagli schemi. E' il luogo della Casa dove passo la maggior parte del mio tempo. Entrate pure, con curiosità - chi entra qui non deve avere pudori- ma anche con rispetto. Le pareti viola della stanza sono i confini del mio mondo intimo, quello dove può l'accesso è consentito da me sola. Decido io chi entra e a fare cosa, perchè la stanza viola è lo spazio vitale dei miei pensieri, risate, desideri, pianti, sospiri, valori.
Dal settembre 2005, la stanza viola si è popolata di personaggi animati e inanimati. Forse il più simpatico è il mio computer Giacomino. Voi lo definite obsoleto, per me invece è fedele. E' lui che mi permette di avere un'apertura all'esterno, di far conoscere il mio mondo intimo a chi nella stanza viola non ha mai messo piede. Grazie a lui la stanza viola da luogo fisico diventa virtuale.
Ma ho un altro motivo per essere tanto affezionata a Giacomino: con lui ho scritto la mia tesi di laurea, trascorrendo appassionanti mesi di scrittura dedicati alle donne "resistenti". Sono affascinata dalle loro storie, ricche di umanità, di eroismo quotidiano. Sono storie di persone che hanno creduto in un ideale e hanno lottato per questo. La Resistenza condensa molti dei valori in cui credo, che orientano la mia vita: spazio dunque anche alle partigiane, personaggi che tornano più volte nella stanza viola.
Va da sè che nella mia camera da letto un posto privilegiato hanno i miei amanti, ai quali dedico la maggior parte dei miei post: tutti diversi tra di loro, sono creature meravigliose, ognuno con qualcosa di speciale che me lo farà sempre ricordare. Mi hanno fatta ridere, piangere, godere, crescere. Voglio bene a tutti, perchè in modi diversi mi hanno aiutata a conoscermi.
Sullo sfondo del blog rimangono le coordinate spazio-temporali del mio contesto sociale: l'età contemporanea, con le sue contraddizioni, e la borghese città del Nordest in cui vivo, che mi sta stretta ma che ancora non riesco a lasciare. E poi c'è la stanza viola: si fa essa stessa personaggio, custode di memoria e testimone impassibile di vite che, in fondo, sono sempre degne di essere vissute.
Forse in questo aprire un blog mi ha cambiato la vita. Mantengo traccia di ciò che sono e dei percorsi che intraprendo, appunto sensazioni vissute durante i miei amori e i miei viaggi e mi ricordo tutti gli aerei, i treni, le auto a noleggio, gli autobus presi e i km a piedi che ho fatto. Alla ricerca costante, seppur faticosa, di tesori inattesi.
Scrivere è tutto ciò che voglio
 Il mio blog: http://lacosachemifapensare.splinder.com
Ho iniziato a scrivere perché scrivere è tutto ciò che voglio.
Voglio svegliarmi ogni mattina ed avere sempre accanto a me una buona idea da scrivere.
Sogno di invecchiare circondata da fogli volanti e con una macchina da scrivere che guardi il mare, una di quelle che fanno ding quando arrivi in fondo alla riga.
Voglio sentire l’odore dell’inchiostro, il rumore dei polpastrelli che battono sui tasti.
Questo è tutto, e questo è uno dei miei primi racconti, pubblicato sul mio blog in due puntate:
Giovedì, 04 gennaio 2007 – “L'uomo sul pavimento – parte I”
L'uomo sul pavimento fa molto film noire, sarà la posizione da sagoma di cadavere, sarà che è a faccia in giù. Resta il fatto che la vicina di casa, affacciandosi alla porta semi chiusa (n.d.r. si sarebbe potuto anche dire che la porta era semi aperta, ma trattandosi di una donna molto pessimista, si è preferito rispettarne il punto di vista, sia in questa descrizione sia nelle prossime a venire). Riprendiamo. Un accenno di spavento, poi la curiosità. La donna già si immagina la scena: lei, con il vestito buono del matrimonio di sua sorella (beata lei che si è sposata), che accecata dalle luci delle telecamere narra concitata il ritrovamento del cadavere del vicino. Un fazzoletto tra le dita, qualche lacrima di circostanza e la gratificante sensazione di partecipare al notiziario delle sei.
L'uomo sul pavimento si muove un po', dalle prime lei non lo nota tutta impegnata com'è nel recitarsi in testa l'interrogatorio con la polizia. "Ho visto la porta semichiusa Agente Smith, c'era della posta e ho pensato di bussare ma quello non ha risposto. Non pensavo di far del male, così mi sono affacciata e lui era lì, disteso proprio come un cadavere, uno di quelli che si vedono in televisione, ho capito subito che era morto. Oh - ansima - se ci penso mi sento ancora mancare, potrei avere un sorso d'acqua Agente?".
L'Agente Smith è un bell'uomo alto e lei sente subito il magnetismo sprigionarsi nell'aria. L'Agente Smith è sposato (figurarsi se a lei ne va bene una che è una). Ma l'attrazione è fatale e lei non potrà rifiutare l'invito a cena, anche se, così per circostanza, fingerà una leggera ritrosia. "Agente Smith! Ma lei è un uomo sposato! Non mi sembra giusto nei riguardi della Signora Smith". E lui sornione "Cara, non tiriamo in ballo mia madre, esca a cena con me, domani, e io le prometto una serata indimenticabile".
L'uomo sul pavimento si muove ancora e il resto ve lo dico domani.
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